Interview: Yonic South

Dopo aver molto apprezzato il loro EP di debutto, abbiamo colto volentieri l’occasione per un serrato scambio di domande e risposte con il trio degli Yonic South. L’intervista offre un’esauriente visione d’insieme sul mondo di questi ragazzi.

Intanto complimenti per il vostro EP, Wild Cobs, uscito poche settimane fa. Posso chiedervi del vostro processo creativo? Come nasce una canzone nella vostra band? E’ una cosa collaborativa?
Grazie! Si è una cosa collaborativa. Jammando in sala prove nascono riff e idee e Wilson ci mette linee vocali e testi.

I testi delle vostre canzoni di che cosa parlano? Da cosa siete stati ispirati, mentre li stavate scrivendo?
È una sorta di trip post nucleare ispirato tra le tante cose dall’avvelenamento di massa di Point Saint Esprit. È una storia inventata dalle nostre menti malate che parla di pannocchie giganti twix, pop corn e ambientata in un villaggio sulle Ardenne realmente esistente di 51 abitanti chiamato SY.

Come definireste il vostro sound? Garage-rock potrebbe essere una definizione corretta o vi limita?
È un termine talmente ampio (e abusato) che può anche andarci bene.

Quali sono state le vostre principali influenze musicali per il vostro EP (oltre ovviamente al buon John Dwyer e ai suoi Oh Sees)?
I primi 16 dischi dei King Gizzard, Link Wray, gli Abba e Master of Hardcore vol. 2.

La Tempesta è senza dubbio una delle indie-label più cool e influenti in Italia: che cosa ha significato per voi poter pubblicare il vostro EP per loro?
Già, siamo dei lucky mother fuckers. Non avremmo mai immaginato di uscire per un’etichetta così grossa come La Tempesta.

Siete già in tour e altre date stanno arrivando. Proprio oggi è stata annunciata anche quella dell’Handmade Festival di Guastalla (RE), dove condividerete il palco anche con i Black Lips. Che cosa vi aspettate da questi vostri concerti?
Che bello! L’Handmade è davvero un bel festival ci andiamo quasi tutti gli anni! Quando ci hanno chiamato non sapevamo nemmeno che ci fossero i Black Lips! Poi suoneremo anche al MI ami e al Freakout a maggio e faremo un piccolo tour in Sardegna a giugno. Tante belle situazioni, siamo contenti!

E parlando proprio dei vostri concerti, mi è capitato di vedervi già alcune volte in giro per l’Emilia-Romagna in questi ultimi anni e devo dire che mi sono sempre divertito parecchio: l’adrenalina che esce dalle vostre performance live è la stessa che possiamo trovare nelle vostre canzoni?
È quello che ci auguriamo. È stato registrato in presa diretta, mixato e masterizzato al Dirty Sound Studio da Federico Grella. Ha fatto un ottimo lavoro secondo noi, è riuscito catturare l’anima della band molto spontaneamente.

Il vostro sito si apre con una foto di un mare di Twix: ci potete spiegare questa vostra passione per il famoso snack?
Esatto, comprando i nostri twix troverete sul retro un codice e un URL (https://ionic-twix.herokuapp.com/) che vi rimanderanno alla pagina sopra menzionata. Tramite quel codice potrete scaricare il primissimo EP dei Yonic South mai stato pubblicato insieme a tante altre cosette.

Suonate tutti anche in altre band: come riuscite a conciliare gli impegni dei vostri altri gruppi con quelli degli Yonic South?
Cerchiamo di non far combaciare i periodi delle varie uscite. Finora non ci siamo riusciti molto in realtà ahah

Avete già suonato anche all’estero in passato: che esperienze sono state per voi? Vi hanno arricchito professionalmente e vi hanno aperto nuovi orizzonti sonori?
Abbiamo fatto questo tour in Europa a dicembre 2017 assieme ai Defect che è il progetto parallelo degli Antares. È stato un tour estremo con mille disavventure durante il percorso ma super divertente!

Nel corso della vostra carriera avete condiviso il palco con artisti come Duds, King Khan ltd, Warmduscher, Preoccupations, Goat Girls e Omni: che cosa avete imparato da questi artisti?
L’inglese ahah! Scherzi a parte, è bello potersi confrontare con band internazionali a volte si impara molto ad osservarli. È interessante anche vedere personaggi come King Khan ormai non più giovanissimi alle prese con la loro tourlife e come si approcciano con i gabber come noi!

La scorsa settimana al Bar Diamond di Gabicce (PS) hanno suonato insieme a voi anche gli altri componenti dei Bee Bee Sea: era solo un esperimento o potrebbe essere una collaborazione che andrà avanti anche in futuro?
Era una cosa in via del tutto eccezionale. Non facciamo programmi per il futuro, ma direi che tutto è possibile.

Il vostro EP è uscito in vinile 12″: posso chiedervi cosa ne pensate di questo formato che è ritornato molto forte negli ultimi anni? Vi piace? Siete collezionisti?
Direi che ormai è l’unico formato fisico che acquistiamo. Il cd a meno di un grande ritorno non credo se ne compreranno ancora. Le cassette le prendo ma poi non le ascolto mai.
Non abbiamo chissà che collezione ma cresce con il tempo.

Avete già progetti per il futuro? Pensate di registrare del nuovo materiale a breve e magari iniziare a lavorare su un album?
Si, abbiamo già un po’ di materiale per un prossimo album ma ancora non abbiamo idea di quando entreremo in studio.

Avete qualche nuova band interessante, italiana o straniera, da suggerire ai nostri lettori?
Bat Bike, The Sueves, Freak Genes, Paul Jacobs, Bavosa, Dadar.

Un’ultima domanda: potete scegliere una vostra canzone da usare come soundtrack per questa intervista?
You Sexy Thing degli Hot Chocolate. E Immaginatevi di essere immersi in una vasca di di tenero cioccolato e soffice caramello.

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