Interview – Trizio

Esce venerdì 26 febbraio 2021 il nuovo singolo di Trizio.
Un nuovo capitolo che si muove tra funk, hip hop e cantautorato trasognato. Una descrizione accurata e ironica in cui si ritroveranno tutti coloro che stanno vivendo una situazione di stallo, in bilico tra i sentimenti che ci sta lasciando questo periodo complicato. Trizio crea un mondo con la sua chitarra e la voce lo scolpisce, e andrebbe avanti per sempre perchè si diverte a giocare così e, quel che è peggio, perchè ti fa muovere il culo cantando la fatica dell’esistenza. Guardo Indietro è il nuovo manifesto per tutti gli ultimi romantici indie.

Ne abbiamo parlato direttamente con lui.

Chi è Trizio e chi è Patrik Roncolato? E chi ha la meglio quando litigate?

Uno sfigato in entrambi i casi, questo spero sia chiaro; dopodichè, Trizio fa musica e conosce un sacco di persone e si diverte facendo un po’ quello che gli pare, mentre Patrik legge libri, guarda serie tv, ascolta musica da ogni spazio e tempo. C’è un gran bell’equilibrio di fatto, tranne quando è il momento di andare a dormire sapendo di poter ancora fare qualcosa di musicale… lì vince Trizio, e non si dorme.

Di cosa parla Guardo Indietro?

Ci sono tante immagini associate piuttosto liberamente, come nel buon vecchio indie italiano; è sicuramente qualcosa di molto personale ma anche interpretabile un po’ come si preferisce. In ogni caso il senso di libertà che dà il testo si contrappone fortemente alla produzione (mia) chiusa e claustrofobica; non a caso ho scritto questo pezzo un annetto fa, in pieno lockdown.

In che modo la quarantena ti ha aiutato a livello artistico (se ti ha aiutato)?

Mi ha aiutato tantissimo perché nel tempo libero mi sono messo ad imparare quanto possibile su produzione e mixaggio, nonché a sperimentare diversi modi di scrivere canzoni. Da un certo punto di vista, mi ci voleva, perché i miei mesi pre-covid sono stati parecchio opprimenti e un po’ frustranti

Qual è stato il momento più difficile del tuo percorso fino a questo momento?

Il momento più difficile è quello dei rifiuti e delle critiche ben poco costruttive da parte di terzi, questo credo valga per ogni musicista emergente che c’è la fuori. Anzi, che dico? Non solo per i musicisti emergenti, ma proprio per la figura dell’artista. È un continuo contrasto tra l’io e il mondo, e ci si ritrova spesso a pensare: ho fatto le scelte giuste? Mi fermo qui perché altrimenti emerge il mio lato saturnino, ma credo che il messaggio sia chiaro.

Come nasce la tua collaborazione con Alessandro Ragazzo? Qualche aneddoto?

Ci conosciamo da qualche anno in realtà! Sapendo che un tempo Alessandro scriveva musica in inglese (e i suoi pezzi mi piacevano parecchio), mi sono chiesto se gli sarebbe andato di fare un pezzo tra elettronica e indie. Ne approfitto per ringraziarlo ancora; c’è sempre da imparare lavorando con altri musicisti, e con lui ho imparato molto soprattutto per quanto riguarda il songwriting. Di interessante c’è che ogni volta che ci si becca in giro per Padova o Venezia non siamo mai molto sobri e quindi si ride un sacco..!

Quali sono i prossimi step del progetto?

Prossimamente uscirà un nuovo singolo con un artista con cui collaboro da un po’, Ehi Frankie; credo meriti moltissimo come artista e sono contento di lavorarci insieme. Inoltre, uscirà presto un mio remix di un artista che sta sviluppando un gran bel seguito, Jordan Tariff; è un pezzo sullo stile di Daniel Caesar e James Blake e ne vado molto fiero, quindi non vedo l’ora di farvelo sentire!

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