Interview – Queen Of Saba

I Queen of Saba sono un duo elettronico, supercompatto ed eclettico di Venezia. Il progetto è nato nel 2019 dall’incontro fra Lorenzo Battistel, 27 anni, percussionista diplomato al Conservatorio di Venezia, e Sara Santi, 24 anni, di Treviso, cantante con una laurea in Arabo.

La loro musica si ciba delle influenze più disparate, dal neo-soul di Jorja Smith all’alternative pop italiano contemporaneo. Con gioia e colorata irruenza si propongono di smantellare i dogmi di genere nella vita come nella musica, esplorando le infinite sfaccettature dell’espressione e dribblando qualunque tentativo di incasellamento. In un mondo che spinge al binarismo, bianco o nero, vero o falso, lui o lei, si sentono quasi
forme aliene. Come ogni forma aliena che si rispetti, sono sempre alla ricerca di uno sprazzo di vita diversa, di un singulto di novità. Ed è proprio in terra veneziana che l’hanno trovato. I Queen of Saba sono tra i fondatori, infatti, della neonata etichetta indipendente “La Colletta Dischi”, che riunisce realtà emergenti attorno alla Laguna e si propone come
punto di appoggio per un mondo come quello della musica indipendente e dello spettacolo che sta attraversando, al momento, la peggiore crisi degli ultimi anni. La nascita de “La Colletta Dischi” è stata sancita dall’uscita di tre singoli di tre artisti emergenti, fra cui il nuovo singolo dei Queen of Saba “Spremiagrumi”.

Ecco cosa ci hanno raccontato!Esiste una scena veneziana? Sentite di farne parte?

Eccome se esiste! Anche nella Laguna più profonda c’è gran fermento: musicisti emergenti, sale concerto, studi di registrazione, nuove etichette discografiche… Tipo La Colletta Dischi, che abbiamo recentemente fondato con gli amici Daniele “Bullo” Russo (Rumatera), Carlo Mezzalira (Argo16), Giovanni Favaro (Diplomatico e il Collettivo Ninco Nanco) e Samuele Stanco (Samuele Stanco e i Gabbiani Malvagi). Siamo su un’isola ma non ci piace stare da soli, facciamo rete per dare alla scena veneziana la possibilità di rinascere dopo un anno di concerti saltati, locali chiusi e fondi mancati.

Come nasce il brano Spremiagrumi?

Spremiagrumi è un pezzo notturno, onirico, nato da uno scherzoso gioco con un suono di sintetizzatore e un testo scritto sul treno di ritorno a casa. Abbiamo voluto sperimentare il più possibile, aggiungendo effetti sonori e rumori, lasciandoci guidare dal ritmo un po’ ipnotico del pezzo. Spremiagrumi è la nostra scommessa, una scommessa sul nostro istinto più puro e meno cerebrale.

Come nasce la vostra collaborazione con Federica Fasano? Come avete lavorato al video e che connessione c’è tra il brano e il video?

Federica è una ballerina straordinaria oltre che un’amica di Lorenzo e ci è venuta in mente subito quando abbiamo pensato di integrare la danza nel video del brano. Vivendo in Spagna, ha girato da sola le sue scene e ci ha mandato molti minuti di riprese che Sara ha poi selezionato. Le sue movenze e la musica si sono fin da subito incastrate alla perfezione, perché c’era tormento ma anche sottile ironia, trasporto ma anche distacco un po’ strafottente. In un’era in cui YouTube declina e i videoclip sembrano passare in secondo piano, noi rivendichiamo l’importanza della rappresentazione visiva della musica, che permette a chi guarda di raggiungere un bacino di significati che prima era nascosto.

Quali sono le vostre influenze musicali? Qualcosa che non ci aspetteremmo?

Le nostre influenze sono fluide tanto quanto il nostro concetto di genere (musicale e non): passiamo in scioltezza da Erykah Badu a Frah Quintale, da Stromae a Battiato, da Christine and The Queens ai Coma_Cose. Forse non vi aspettereste la passione sfrenata di Lorenzo, veneziano doc, per il cantautore siracusano Marco Castello, che ha appena pubblicato il suo primo album. Un’ossessione praticamente.

La domanda che non vi ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?

Non ci hai chiesto quali sono i nostri piani per il futuro! Beh, in questo periodo è difficile fare piani, ma quel che è sicuro è che parteciperemo alla prima audizione live del Festival Musicultura a Macerata a marzo e che a giugno 2021 uscirà il nostro primo disco. Non male, no?

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