Interview – Pellegatta

Esce lunedì 4 ottobre 2021 per Adesiva Discografica e in distribuzione SELF Suono come suono, il nuovo secondo singolo di Pellegatta (nome d’arte per Manuela Pellegatta). Il brano è un nuovo capitolo che ci avvicina sempre di più alla pubblicazione di un nuovo album: un brano di electro-pop che suona dolce-amaro, per chi non ha timori di suonare sfacciatamente pop e di fare di Sono come suono un vero e proprio manifesto musicale, per chi ha preso qualche chilo e sta attento al colesterolo.

Ecco cosa ci ha raccontato!

Cosa ha portato di buono il periodo del lockdown? 

Qualche settimana prima del lockdown  sono andata a presentare due brani inediti all’ Attico di Michele Monina per il Festival di Anatomia Femminile a Sanremo, insieme ad altre cantautrici: Eleonora Betti, Susanna Cisini (in arte SUE), Cinzia Gargano, Sara Romano, Francesca Sabatino (in arte LAF), Agnese Valle, Chiara White, Chiara Blue.

Abbiamo fatto in tempo a suonare insieme una sera e poi durante il lockdown un fiume di messaggi e video chiamate. Sono loro la cosa buona, proprio loro le cantautrici. Questa sorellanza si chiama Unisona Collettiva , il 18 Maggio 2020 è la data ufficiale della nostra nascita pubblicando “In Viaggio”,  una nostra prima auto-produzione . Successivamente la sorellanza si è allargata con Alice Coppo, Irene Brigitte, Elisa Erin Bonomo ed Elena Sanchi.

E perchè secondo te abbiamo bisogno di singoli estivi, nonostante tutto? 

Appena ho letto la domanda ho sentito una frecciatina dietro la schiena, poi dopo un istante ho pensato che sia un’ottima domanda da fare ad ogni  artista che propone motivetti estivi. La risposta più sincera è che davvero a volte dobbiamo staccare il cervello e il modo più immediato è disconnettersi con la realtà ascoltando  un ritornello irresistibile …“e mentre il sole sale sale sale sale su e chi ci vuole male male male una Makum-ba ” gran pezzo Carl Brave e Noemi! .

Di cosa parla Sono come Suonoe in che modo ti rappresenta? 

Parla di sapori e rumori che si ripetono nella quotidianità per anni e quando non ci sono ti mancano. Il progetto nasce anche da come suono la chitarra, sono mancina che suona la chitarra per destri rovesciata senza invertire  le corde “il mio canone inverso” per me è tutto normale però capisco che sia una cosa strana .

Epossibile per te scrivere di qualcosa che non si conosce?

Nell’album che uscirà affronterò tematiche sociali ed ambientali e ne parlerò senza davvero conoscere la realtà dei fatti, ma parlandone con associazioni che affrontano molti di questi problemi, cerco di farmi un’idea e i dettagli li assorbo dalle immagini che vedo e rielaboro tutto in musica.  Una volta a Lecco mi sono fatta travolgere dalla manifestazione Friday for future; in quel momento, mi hanno invitata a salire sul palco per esibirmi e TAC Le parole dei cartelli dei ragazzi dicevano già tutto, ho improvvisato con la chitarra e ho creato il  brano ”Compro e butto”. 

Quali sono le tue influenze musicali? Qualcosa che non ci aspetteremmo?
Ho ascoltato  tonnellate di musica e senza perseverare in un genere ben preciso. Da quando sono entrata in possesso del mangianastri di mio fratello, ho consumato letteralmente tutte le cassettine che davano in omaggio con i fusti del Dash, tutti i grandi successi  italiani li ho metabolizzati; tutt’ora in testa mi saltano fuori i ritornelli di Gianni Morandi, Giorgio Gaber, e così per tutti i cantautori italiani quello più vicino a me è Edoardo Bennato, Battisti e Lucio Dalla. Al Liceo artistico passavo le serate  a fare le tavole di architettura, mentre disegnavo ascoltavo RadioDj il programma  B – Side di Alessio Bertallot probabilmente quel sound mi piaceva un sacco senza saperlo.

Sempre al liceo avevo scritto sulla cartelletta di disegno il testo di “Fili” di Frankie Hi-Nrg tutt’ora è un brano che ricordo a memoria come anche “Quelli che ben pensano”. Questo è un pezzettino del mio background, quello più attinente al nuovo singolo.

Quale domanda avrei dovuto farti, e non ti ho fatto?

 Quale la risposta? 

Forse cosa ti manca di Milano, avrei risposto che di Milano mi mancano le mie amicizie decennali, il cappuccino del Bar della Liviana, ma anche qui a Modena al Bar Grande Italia i cappuccini e le paste mi stanno conquistato.

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