Interview: Novelty

Lui è Giacomo Davanzo, in arte Novelty, musicista pugliese nonchè fondatore della TelaVivi Records, collettivo musicale nato da poco. Nell’intervista che segue si ha modo di ricostruire il suo mondo, si passa dai suoi trascorsi ai progetti odierni scrutando la sua personalità e le sue idee. Non mancano chiaramente accenni al suo ultimo singolo dal titolo Static Noise (prodotto da Rome In Reverse, producer e musicista italo-danese e co-fondatrice del colletivo prima menzionato) e il lavoro sui nuovi brani che lo vede impegnato costantemente.

Buona lettura!

1. Partiamo dal musicista: racconta chi è Novelty, presentalo a chi ne sente parlare per la prima volta.

Novelty è il mio nuovo progetto musicale, mi chiamo Giacomo Davanzo, da molti anni ormai lavoro nell’ambito della musica ma sempre dietro le quinte, nella produzione di eventi e come booking agent. Ho un passato da chitarrista, non suonavo in pubblico da quasi vent’anni a eccezione di alcune sporadiche esibizioni nelle reunion di vecchie band. Nonostante questo ho continuato a scrivere per me e a sperimentare con qualche strumento a casa, lasciando sempre tutto a metà. L’anno scorso con un approccio giocoso a un synth ho ritrovato la chiave per ideare un progetto più organico, così ho voluto dargli un nome: Novelty.

2. Il tuo nome d’arte arriva da qualche parte o non ha un significato particolare?

Ne ha diversi, il significato ufficiale è il nome della locomotiva sperimentale concepita per la ferrovia tra Liverpool e Manchester nell’800, mi piaceva l’idea di una parola che evocasse innovazione in un mondo come quello della rivoluzione industriale che non esiste più e che oggi ci sembra antico. In realtà sono cosciente che Novelty è anche un b-side dei Joy Division ed in generale un termine molto utilizzato, ecco perché su alcuni social network ho dovuto registrarmi in un modo più complesso, aggiungendo parole e numeri; il nome Novelty è un patrimonio comune.

3. L’aura di internazionalità della tua musica è palese, suoni e atmosfere richiamano più quello che gira all’estero che la roba nostrana. Scelta casuale o voluta?

Assolutamente casuale, amo la scena italiana e il suono internazionale del mio progetto deriva direttamente dai miei ascolti, geograficamente eterogenei. Credo che grazie a internet la scena musicale si sia dilatata e i suoni più interessanti arrivano ora dal centro della scena, ora dalla più sperduta periferia.

4. Qual è un genere musicale (anche più di uno, qualora dovesse essercene) di cui non riesci a fare a meno? Parliamo di qualcosa che presenta suoni e atmosfere che si riflettono nella tua musica?

I miei generi storici sono shoegaze e new wave, ai quali va aggiunto tutto quello che hanno determinato nella musica elettronica contemporanea.

5. Curiosità più che domanda: il nome di un artista (o più di uno, nell’eventualità) con cui sogni di collaborare e perché.

Quando penso a una collaborazione, come prima cosa mi viene in mente il feeling che si deve creare fra due persone, quindi devo dirmi contento di aver collaborato per il primo Ep con Rome in Reverse. Io e Antonella ci conosciamo da anni, personalmente e professionalmente, e da questa stima reciproca è nato anche il progetto di TelaVivi, agenzia e label. Poi sogno da quando avevo vent’anni di collaborare con Chris Corner (Sneaker Pimps, IAMX) ma questa è un’altra storia!

6. Qual è il processo creativo dietro alla musica di Novelty? È frutto di improvvisazioni o tutt’altro?

È tutto frutto di numerose ore di improvvisazione notturna, la canzoni nascono dal vivo, anche quando il supporto è totalmente digitale.

7. E dietro a Static Noise, tua ultima (nonché prima, ad ora) release che tipo di processo creativo c’è stato?

Ho composto il brano nel mio studio casalingo, in pieno lockdown, e quando l’ho sentito completo è cominciato un invio di tracce incrociato con Copenaghen, ad Antonella.

8. Quanto, e in cosa nel dettaglio, credi sia cambiata l’elettronica negli ultimi, per esempio, vent’anni? Dovremmo essere delusi o entusiasti di eventuali variazioni e/o contaminazioni considerando la direzione che ha preso?

Io sono entusiasta. Non c’è una regola secondo me, qualcuno potrebbe risponderti che la scena si è imbastardita, che le contaminazioni hanno cambiato la techno e l’elettronica, ma è proprio questo che a me piace. Come ti dicevo, prima internet ha creato uno spazio virtuale condiviso, l’elettronica si è contaminata con suoni periferici, tropical, qualcuno ha osato il flamenco, qualcuno le ritmiche trap, come nel genere witch house che le ha sposate alla darkwave, utilizzando un’ironia che a me piace molto.

9. Hai qualche progetto in cantiere, qualche uscita in tempi brevi? Se si, si può avere qualche info a riguardo?

Presto uscirà il secondo singolo del mio primo Ep, All lost, nothing lost. L’Ep è completo e mentre ti scrivo sono già al lavoro su tante altre tracce, il lockdown non accenna a finire e mi tengo impegnato tutti i giorni.

10. Come possiamo continuare a seguirti?

Potete seguirmi su tutti i social e in particolare sulle pagine Facebook e Instagram di TelaVivi.

Per adesso posso dirti solo questo, sperando di tornare presto al mio lavoro e magari portare in giro il live di Novelty e di tutti gli artisti con cui collaboro.

Grazie Andrea per la piacevole chiacchierata!

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