Interview – Luframilia

Fare rock in italiano non è mai facile, soprattutto se il tuo rock ha spiccate influenze punk rock all’americana. Davide Bolignano, in arte Luframilia, dalla sua terra di Calabria prova a portare un angolo di California anche in Italia, e ci riesce pure bene. Dopo il suo primo singolo L’eremita postmoderno, Luframilia è ritornato alcune settimane fa con un nuovo brano, intitolato Gravitazionale. Una sicura evoluzione che fa ben sperare in ottica di futuri dischi o EP per tutti gli amanti delle chitarre un po’ distorte. Ecco cosa ci ha raccontato Davide a proposito del suo progetto e del brano!

Luframilia è un nome curioso e insolito: qual è il suo significato?

Luframilia è nato quasi per gioco, e per ora vorrei che restasse un mistero il suo reale significato. Vi posso intanto dire però che all’inizio era semplicemente un hashtag, che avevo creato come qualcosa di criptico, e che mettevo nelle didascalie di foto e video backstage di quando registravo in studio. Sì, perché dentro questa parola è in realtà racchiuso il titolo di una mia canzone, che ancora non vi voglio svelare completamente! Chissà, forse presto o tardi toglierò il velo.

Hai pubblicato da qualche settimana il tuo nuovo singolo Gravitazionale, che segue L’eremita postmoderno. Che tipo di reazione c’è stata alla nuova canzone? Hai ricevuto qualche commento (sia in positivo che in negativo) che non ti aspettavi?

Gravitazionale è un brano che è stato forgiato da momenti confusionali della vita, dove nonostante la staticità ti senti scosso da tutto, e la mia sorpresa è stata che più di un ascoltatore ha tratto qualcosa di positivo da questo singolo, qualcosa che io non vedevo appieno, e ho ricevuto anch’io questa buona energia che lanciano alcune frasi del brano, nonostante il posto buio da dove provengono. Figo, no? Credo che le canzoni non siano qualcosa di statico, ma sono vive nei loro significati, e continuano a insegnarci cose nuove mentre viviamo anche noi.

Hai realizzato un video animato prima che il coronavirus costringesse tutti a realizzare video animati. Ci racconti un po’ com’è nata l’idea e la collaborazione con l’artista Perla Giraudo che l’ha realizzato?

Ho sempre avuto il desiderio di realizzare un video disegnato e animato a supporto di qualche mia canzone, per il singolo precedente ho pubblicato un video più “classico” in un certo senso, questa volta volevo fare qualcosa di diverso. Ho conosciuto Perla su Instagram, lei è un’artista di Torino, e ho avuto subito un grande imprinting con i suoi lavori, ho sempre cercato un tratto grafico che potesse esplicare quello che sento dentro in un’estetica che mi piace, e appena ho visto i suoi dipinti ho detto “eccolo!”. All’inizio l’idea era molto semplice, poi lei però ha sviluppato una vera e propria trama, ispirandosi al testo e alla demo del brano che le avevo inviato, ed è venuta fuori questa storia tra due personaggi che cercano di incontrarsi e… vabbè, non spoilero per i lettori, trovate il video di Gravitazionale sul canale LunaticaCentral su YouTube! Andate a dare un’occhiata anche alla pagina Instagram di Perla  @_senza.filtri, ha  pubblicato da poco il suo primo libro a fumetti, e le faccio un mega in bocca a lupo! P.S. ovviamente è stata solo una strana coincidenza il fatto di aver fatto questo tipo di video in un periodo di poca possibilità realizzativa di video “reali”!

Musicalmente quali sono gli artisti a cui ti ispiri maggiormente o che senti che hanno un’influenza sul tuo modo di concepire la musica?

Sono cresciuto ascoltando i Green Day, e tutt’oggi la loro musica occupa davvero un posto speciale dentro di me, mi hanno sempre molto ispirato soprattutto nell’attitudine di come si approcciano a fare musica sia in studio che sul palco! Adoro in generale tutto quel filone “americano” di post punk, pop rock, grunge, anni ’90 primi/’00 dai Blink-182 ai Nirvana, questi suoni mixati belli “ciccioni” e di impatto. Crescendo ho ascoltato di tutto, anche cose molto diverse, come Le luci della centrale elettrica, o Verdena che nel loro immaginario mi hanno ispirato, ultimamente sto ascoltando anche il progetto italiano Voina, che mi sta fornendo nuovi spunti di ispirazione. Mi piace spaziare e non pormi alcun limite nell’ascolto, e alla fine tutto ciò che mi piace in un modo o nell’altro mi influenza.

Fai punk rock, un genere nato e concepito nei Paesi di lingua inglese, ma canti in italiano. È una scelta interessante, anche perché non dev’essere semplice adattare a una lingua come l’italiano un sound nato per essere cantato in inglese. Come ti approcci alla scrittura delle canzoni e dei testi?

In realtà uno dei motivi per cui ho creato questo progetto è stato proprio perché mi piacevano questi suoni di musica esterofila, ma mi attirava anche il fatto di cantare in italiano e la sua cantautorale intimità, anche perché mi è venuto naturale scrivere così i testi, non provo un reale sforzo nell’accostare le due cose. Non so se mi si possa definire davvero punk rock, o indie rock o altro, sicuramente le mie influenze ci sono dentro le mie canzoni, e non mi voglio attualmente porre limiti! In passato mi approcciavo alla scrittura di una canzone sempre partendo da un riferimento musicale, da un riff di chitarra, un giro di accordi, che mi ispiravano verso una certa atmosfera, ultimamente invece sto facendo esattamente il contrario, a volte mi vengono pensieri, frasi, che mi ispirano a quel “colore”, e da lì prendo lo strumento in mano e inizio a girare su accordi vari, finché non trovo la situazione che mi piace.

L’epidemia da coronavirus ha gettato il mondo, anche quello musicale, nel caos più totale. Questa situazione ha avuto un impatto diretto anche sul tuo progetto? Come stai cercando di reagire per compensare eventuali situazioni che sono venute a mancare?

Sarò banale, ma chi diavolo se lo aspettava? Ricordo che tra l’avere i materiali vari, ufficio stampa e accordi con la label, è stato sempre un processo ricco di tanti passi e dettagli programmare l’uscita di Gravitazionale, è uscito il 20 febbraio, e proprio in quella settimana è iniziata a scoppiare l’epidemia, addirittura il singolo è stato inserito in una playlist di Spotify “le canzoni uscite quando è scoppiato il coronavirus”, e all’inizio ero ingenuamente scettico, ma le cose sono precipitate in fretta, quella che poteva sembrare un’assurda distopia degna di un episodio di Black Mirror è diventata realtà, e ti senti quasi stupido oggi ad aver sottovalutato la cosa. Avevo in programma dei piccoli appuntamenti live per promuovere l’uscita del singolo, sono ovviamente saltati, e attualmente sono in attesa di essere riprogrammati non appena lo si potrà fare. La cosa che invece mi è piaciuta è che se l’arte si è fermata a livello fisico reale, per la necessaria prevenzione, nel mondo smart online è letteralmente esplosa più che mai. Un sacco di pagine e siti hanno dato spazio sui loro canali ad artisti musicali e non, e questo è davvero utile e bello!

Come passi le giornate in questa quarantena?

Mi alzo abbastanza tardi, devo dire, ahah. Appena il mio cervello si accende mi connetto col mondo, apro il cellulare e vedo le novità, sia di news che personali. Sto cercando di dedicarmi molto al mio progetto e a me stesso, mi sto divertendo molto a fare interviste online, video mentre suono da pubblicare, ho composto anche qualche nuovo brano, e visto che non si può uscire, entro ogni giorno a passeggiare sulle strade interiori. Alla fine di mio sono sempre stato abbastanza pigro e “pantofolaio”; non mi è mai venuto naturale andare a letto presto, mi piace la notte, per riflettere, creare, sto guardando molti film in queste nottate! Ah, e sì, ho ceduto anche io alla tentazione di fare la pizza a casa, ed è uscita pure buona!

Quali sono i progetti per il prossimo futuro e per il medio-lungo periodo?

Ho già in programma di fare uscire un nuovo singolo a maggio, presto annuncerò la data di rilascio, e ho scelto questa canzone perché ha un testo che sembra essere stato scritto in questo contesto attuale nonostante lo abbia scritto anni fa. In realtà ho un disco in mano, che ancora non ho ufficialmente annunciato, con tanti altri brani, e credo che lo tireremo fuori dopo l’estate, e nel frattempo faremo uscire ancora qualche altra canzone. Vorrei poter tornare a suonare dal vivo il prima possibile, ma sembra ancora molto presto per parlarne e fare programmi. È una dimensione nuova questa che stiamo vivendo, a parte le brutte situazioni che stanno accadendo, sta cambiando a un ritmo molto veloce l’intero sistema discografico, e l’attenzione dei fruitori, a volte mi sembra che ci sia quasi un macabro sfruttamento forzato verso questo argomento, ma la verità è che sta cambiando la nostra percezione del reale, è la storia, e in mezzo a questa over informazione violenta, sento un bisogno di calma e pace interiore e speranza per il futuro.

One Comment

  • Makwa ha detto:

    Luframilia è il cantautore del futuro . Un grande cantautore.
    Fa cose belle e altre ne farà ancora .
    Sensibile e determinato .
    Una bella voce .
    Grande artista.
    😀🐻

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