Interview – Lessness

The night has gone to war è la prima realese di Lessness, uscito lo scorso ottobre. Lessness è il nuovo progetto di Luigi Segnana, ex membro di Casa del Mirto, di cui avevamo parlato in occasione dell’uscita della nostra rubrica dedicata agli EP del mese di dicembre. Lo abbiamo contattato per approfondire maggiormente questo nuovo progetto e capirne i suoi sviluppi futuri.

Lessness è il nome che hai voluto dare al tuo progetto solista e che trae origine da un racconto di Samuel Beckett. Ci spieghi come è nato? E cosa avete in comune tu e il protagonista del racconto?
E’ sempre arduo inoltrarsi nella spiegazione dell’anatomia di un nome. Molto deriva dal caso, dalle sensazioni che un nome provoca a chi l’ha scelto. Vero è che il nome lessness viene primariamente da un’opera di Samuel Beckett e viene da molto lontano, da quando prestavo servizio presso la biblioteca del mio paese ed il bibliotecario s’è preso cura di me prendendosi sulle spalle il gravoso compito di acculturarmi. Acculturarmi di vino e letteratura. Al tempo la lettura di Beckett mi aveva impressionato ed in particolare lo stile del racconto in questione. Un flusso di coscienza continuo, senza un’ordine stabili ma quasi matematico nello svolgimento. Il racconto tratta di un uomo riverso tra le rovine, incapace di qualsiasi movimento fisico, mentale ed emotivo se non una rievocazione malinconica del passato fine a sé stessa. Il racconto mi ha impressionato e a livello empatico sono arrivato a immaginare e fare mia la situazione del protagonista. Io stesso tendo ad essere vittima di blocchi emotivi e fisici che fino a ché non ho risolto il nodo scatetante mi impediscono di muovermi liberamente all’interno di situazioni emotive complesse. Al di là di quanto esplicato dal racconto ispiratore, mi piaceva il suono ed il significato della parola lessness: è una parola che dà il senso di inesauribile, di deprivazione, di infinito e vacuità.

Come è nata l’idea di questo progetto? E come sono nati questi pezzi?
Questa è difficile. Dove nascono le idee? Dove nascono le canzoni? Io non ho risposte, precise. Posso dire che al termine della mia avventura con Casa del Mirto, non avevo molta voglia di rimettermi a suonare e di rimettere mano alla mia emotività. Avevo bisogno di una pausa, mi sono allontanato da parecchie cose che non mi riguardavano più e ho dato una sistemata alla mia vita di tutti i giorni ho ritrovato me stesso. Dopo il periodo di riassestamento m’è punta vaghezza di suonare il basso, ed è cominciato tutto così, da un riff di basso improvvisato è nata la prima canzone e dà lì l’Ep “The Night Has Gone To War”. Non ho ben chiaro in mente dove tutto questo porterà, navigherò a vista, ma è giusto così non è stato studiato niente a tavolino è successo e basta e mi piace l’idea che [lessness] proceda così a tentoni, tra le macerie senza traguardi ma senza linee guida in totale libertà.

La notte è protagonista assoluta dell’EP, tanto nei versi quanto nei suoni. La notte è un momento di riflessione, di solitudine, di ansia per il futuro che ci aspetta o per il passato che ci tormenta. Che rapporto hai con la notte?
La notte è protagonista dell’Ep perché l’Ep è stato scritto di notte e ne porta le stimmate. Tutto ruota attorno al concetto di notte come luogo di passaggio verso qualcosa. Il momento di riflessione e analisi prima di una rinascita, essere soli con sé stessi deprivati da stimoli sensoriali. Questo non può che portare ad affrontare sé stessi le proprie paure le proprie voglie le proprie debolezze.
Per quanto riguarda me stesso ho un bellissimo rapporto con la notte, sono un tipo notturno. In effetti giro di notte con le anime perse (ah ah)…e quando non giro di notte con le anime perse, sogno sogno molto e molto vivido, tanto che a volte ho momenti in cui non distinguo sogno da realtà e vivo momenti di profondo imbarazzo, quando racconto a qualcuno di cose fatte assieme, ma mai successe, solo sognate.

Quanto e come ti ha influenzato la tua esperienza pregressa con Casa del Mirto?
Come altre esperienze con altri gruppi con cui ho collaborato, anche l’esperienza con CdM è stata utile alla mia crescita come musicista e come uomo. Ogni cosa vissuta regala esperienza e consapevolezza di sé. In più lavorare con CdM mi ha avvicinato all’altro lato della luna, musicalmente parlando. Mi ha avvicinato al mondo della produzione, dell’elettronica e della registrazione che fino ad allora avevo bellamente trascurato per dedicarmi esclusivamente al suonare il basso e bere cocktail come non ci fosse un domani. Ovviamente, si può facilmente dedurre dalle sonorità, il lato compositivo dell’Ep non ha niente a che vedere con quanto fatto precedentemente con CdM, è totalmente personale e nuovo.

L’elettronica è una componente essenziale dell’ep, che subisce influenze wave e talvolta ritmi tribali e danzerecci, tanto da farmi pensare che Lessness sia un progetto che possa piacere ed accattivare sia il pubblico nostalgico anni ’80, sia quello dedito ad ascolti più pop ed orecchiabili. Cosa ne pensi?
Cerco di pensare il meno possibile. In particolare, cerco di pensare il meno possibile a come la mia musica possa essere percepita/recepita, si spera sempre che possa essere ascoltata dal pubblico più vasto possibile, indipendentemente dalle tendenze. L’Ep è vittima, povero lui, dei miei ascolti e delle mie influenze culturali. Quindi hai visto bene, è un’elettronica che strizza l’occhio a certa new wave e, per certi versi, agli anni ‘80 il tutto condito con melodie vocali orecchiabili e piuttosto dirette. Non amo molto complicarmi la vita in arzigogoli superflui.

La letteratura e la notte sono stati evidentemente di ispirazione per la nascita dell’ep, ma cosa mi dici dei tuoi ascolti musicali? Cosa ascoltavi in quel periodo?
Nel pieno del periodo produttivo dell’Ep, ed in generale mentre lavoro a qualcosa non ascolto molta musica per non farmi traviare verso luoghi per me irraggiungibili. Al di là di questo gli ascolti sono molteplici e confusionari, come nella scelta dei libri, vado molto a caso. Tra i vari ascolti ci sono The Cure, Joy Division, The Church, Soft Moon, Trentemoller, Kölsch, Goldfrapp, Arvo Part, Ligeti, Suuns, Son Lux, The National, Cigarettes After Sex, Lulu Rouge, Moderat e molti altri che sicuramente adesso dimentico o non mi vengono in mente al volo.

Tre aggettivi per descrivere “The night has gone to war”.
Crepuscolare
Notturno
Pericardico

Progetti futuri? Live in vista? Stai lavorando a nuovi pezzi?
Progetti futuri: uscita di qualche nuova canzone o album a breve.
Live in vista: ci sto lavorando.
Stai lavorando a nuovi pezzi: sempre!

Grazie e in bocca al lupo!
Grazie a te e crepi il lupo!

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