Interview: Lambstone

Abbiamo intervistato i Lambstone, una band che vi farà alzare dalla sedia facendovi venire una gran voglia di pogo nelle vene. Questa la nostra chiacchierata virtuale in occasione dell’uscita del loro ultimo disco “Higher Deeper” (Vrec Music Label). Buona lettura

1) Ciao Lambstone, domanda rompi ghiaccio, parlateci della vostra storia, come vi siete conosciuti?

(Risponde Alex “Astro” Di Bello, frontman della band )Nel 2013 a Lambrate, storico quartiere di MIlano, dopo un annuncio su un sito musicale. Insieme abbiamo cominciato a provare cover degli Stone Temple Pilots, storica band post grunge, realizzando dopo poche settimane che c’erano le potenzialità per scrivere insieme un rock di respiro internazionale; cosi sono nati i Lambstone. Il primo singolo “Grace”  ci ha dato molta visibilità, spingendoci a proseguire con la scrittura, cosi è nato il primo album “Hunters & Queens” , che abbiamo suonato anche su palchi prestigiosi come il Pistoia Blues Festival, insieme ai Black Stone Cherry o nel tour italiano degli L.A. Guns, come apertura per la loro reunion. 

2) Nel vostro comunicato stampa notiamo sin da subito il nome di Pietro Foresti. Com’è nata questa collaborazione e com’è stato il vostro rapporto produttore/musicisti?

Pietro è stato un incontro fondamentale per la crescita della band, si dal 2016, quando lo abbiamo conosciuto in occasione del primo album. Ci è stato presentato dal management con cui lavoravamo all’epoca, l’intesa è stata subito perfetta. Lui è più di un produttore , un vero mental coach, sa bene quali tasti toccare per farti rendere al meglio , ormai per noi è un amico fidato.

3) “Higher Deeper” è il nome del vostro album, volete raccontarci della vostra esperienza in studio e di com’è nata l’idea di questo nuovo lavoro?

Siamo entrati in studio con Pietro a fine 2019 convinti di far uscire l’album nel 2020, ma dopo poco il mondo è stato stravolto dalla pandemìa e abbiamo rimandato di mese in mese l’uscita, fino ad arrivare a ri-pianificare tutto per quest’anno. Quindi l’album è una sorta di macchina del tempo che riassume la crescita della band tra il 2017 e il 2020, vista con gli occhi del 2022.Può sembrare un luogo comune ma crediamo davvero che questo album sia nettamente piu maturo e personale del precedente, che era l’esordio discografico per la band. La scrittura è sicuramente più variegata; Il sound poi è stato arricchito con arrangiamenti più ricercati che rispecchiano maggiormente l’emotività del nostro rock.Insomma un album più profondo e di livello più alto, ecco perchè “Higher Deeper”.

4) In un panorama sempre meno rock, non avete paura di rimanere esclusi dalla scena musicale? Oppure c’è un sotto bosco di rock band pronte a riportare il rock al suo posto?

Facciamo musica innanzitutto per noi stessi , per la nostra voglia di condividere le nostre emozioni e di esprimerle con l’energia del rock, non ci poniamo il problema.Chi ci ama ci segua, come diceva un vecchio slogan 🙂


5) Con chi vi piacerebbe collaborare? Vanno bene sia artisti italiani che esteri ovviamente.

Le collaborazioni non nascono mai per caso… domanda difficile . Credo che ognuno nella band avrebbe una risposta diversa . Ma penso che suonare con i fratelli De Leo (stone temple pilots) per rifare insieme “crackerman “ sarebbe un sogno per tutti. Facciamo già questa cover dal vivo ed è parte di noi ormai…

6) Quali sono i vostri progetti futuri post pandemia?

Siamo ripartiti con i live per promuovere l’album Higher Deeper; abbiamo date a Genova , Milano , poi in Svizzera a Ginevra e presto ne annunceremo altre in Italia .È molto dura riportare la gente ad affollarsi nei club e i locali spesso preferiscono andare sul sicuro con generi piu “facili “ , ma noi supereremo anche questa fase e le prime date stanno andando bene direi .

https://www.youtube.com/watch?v=nodpXdREQF0

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