Interview: Jules Not Jude

Mi ha fatto molto piacere vedere i Jules Not Jude di supporto a The Crookes nel loro recente tour italiano. La formazione bresciana era una di quelle band che, pur avendola ascoltata e apprezzata parecchio, non avevo ancora avuto l’occasione di vedere live. La mia lacuna è stata colmata a Milano, ma chiacchierando con i ragazzi a fine concerto ci siamo promessi che li avrei “importunati” con un po’ di domande,  cosa che ho fatto, ma devo dire che Simone Ferrari è stato gentilissimo e velocissimo nel rispondere e non posso che ringraziarlo di cuore…

Ciao ragazzi, come state? Da dove ci scrivete?
No! Subito la domanda che mi frega, devo dire che rispondo da casa, da camera mia quando in realtà sto rispondendo da un luogo dove non dovrei nemmeno avere acceso il computer, non dovrei rispondere e forse non dovrei nemmeno essere qui ma per voi il rischio ne vale la pena. 😉

Finalmente sono riuscito a vedervi live in quel di Milano. In primis partirei dall’ottimo rapporto con i The Crookes: li conoscevate già o queste due date insieme hanno instaurato una bella amicizia?
Li conoscevamo già! Abbiamo condiviso il palco due anni fa mentre loro erano in tour con il vecchio disco e noi con The Miracle Foundation. Ci hanno riconosciuto, si ricordavano di noi. E’ stato bello ritrovarli, condividere di nuovo il palco. #piccolanotapolemica. Sai, è strano che una band che sta portando avanti un tour mondiale abbia l’umiltà di aspettare la fine del soundcheck per cenare insieme mentre alcune band italiane per cui abbiamo aperto ci abbiano a malapena salutato. Ciò non toglie che a biliardo ci hanno stracciato e io non sono propriamente una schiappa. Maledetti Britannici bravi in tutto!

Al di là di riferimenti che spesso vi vengono, anche giustamente fatti, come Beatles o popedelia, io vorrei sottolineare come dal vivo siete assolutamente in grado di mostrare la vostra personalità in pieno e, più che chitarra e piano mi pare che il punto forte stia nel lavoro ritmico, che anche nell’Ep, rispetto al passato, è molto rilevante. Che ne pensi?
Penso che rispetto ad alcuni anni fa’ si sia lavorato su molteplici aspetti legati alla nostra composizione. E’ stato fatto un notevole lavoro sulla parte ritmica che è diventato molto rilevante. In realtà rispetto al passato (e per passato parlo prima del 2013, anno di uscita di TMF) è cambiato tutto, più volte. Anche la cura del suono, degli effetti, delle melodie vocali sono aspetti che di pari passo alla sezione ritmica siamo andati a migliorare, per quanto possibile. Insomma non voglio lasciare tutti complimenti a Mauro (bassista) e Marco (batterista) e aggiungo anche Daniel (ex batterista che ha composto TMF e Pillowlize Ep)

Di solito gli EP servono come biglietto da visita, per far sapere che qualcosa bolle in pentola o per dare idea di dove un gruppo si sta muovendo: Pillowlize ha avuto questa funzione? L’impressione che ne ho avuto, ascoltandolo, è che voi stessi state allargando i vostri orizzonti musicali, rischiando di più, se mi permetti il termine…
Pillowlize Ep a differenza dei nostri precedenti “biglietti da visita” è il suggellare un passaggio che sta arrivando. Due brani dovevano già essere inseriti in TMF ma avevano un sapore diverso, già raggiunto. Ne abbiamo aggiunti due ed ecco un nuovo Ep. E’ un cambio di direzione graduale che è cominciato, dove arriverà te lo saprò dire con il prossimo disco..

Dal vivo Simone ti destreggi alla grande tra chitarra/voce e piano…mai pensato di avere un tastierista fisso che possa dare un tocco in più anche a tutti gli altri brani?
Mai pensato di mettere una legge statale che valorizzi la musica, chi fa musica, i locali? Mai pensato di dare agevolazioni sugli spostamenti, agevolazioni su chi fa fruire arte e cultura? No, questo BelPaese non ha chiaro cosa sia la Cultura. Non sa sfruttare quella già esistente (si parla di beni vecchi di secoli) , non sa fornire i mezzi per far crescere il nuovo. Quando tutto ciò cambierà i Jules not Jude diventeranno tanti quanti gli Arcade Fire e io sarò l’uomo più felice del mondo. Per ora proviamo a farcela in 4 o in 6 quando c’è la sezione fiati. A parte la polemica (*cazzo oggi mi son svegliato polemico) ci piacerebbe avere un quinto elemento, non lo escludo! Il bello di questa band è che è più mutevole di un camaleonte.

C’è questa foto sul vostro facebook con sax e trombone pronti a riempire il vostro sound: com’è andata con la presenza di questi fiati?
Dal 2013 cerchiamo quando possibile di valorizzare il live con una sezione fiati. Di solito sono tromba e trombone. Il sound non solo si riempie ma è molto emozionante averli sul palco. Riusciamo con loro a rendere i pezzi esattamente come su disco, abbiamo anche fatto degli inserti su alcuni brani del nuovo Ep.
Siamo fortunati ad aver trovato Fabio Scalmana (alla tromba) e Vittorio Gentilini (al trombone) con il vecchio tour. Dal 2015 poi Vittorio è stato sostituito da Davide Albrici (al trombone) che ci sta seguendo in tutto questo nuovo tour. Spero che capiti più spesso la possibilità di averli con noi, suono tutto più ricco.

Cosa vi aspetta in quest’estate? Concerti all’aperto o magari anche la possibilità di registrare qualcosa di nuovo e, in conclusione, con quale brano potremmo chiudere questa nostra veloce chiacchierata?
Abbiamo alcuni concerti all’aperto in arrivo, abbiamo da poco chiuso alcuni festival estivi. Intanto segnatevi il 18 giugno a Brescia, ci sarà la Festa della Musica e noi saremo sul palco VolumeUp con altre band fighissime. Vietato mancare. Ah, saremo in sei sul palco quel giorno quindi preparatevi!
Un brano? Un nostro brano? Chinese man! Assolutamente Chinese Man!
P.S : Avevate chiesto se registreremo qualcosa? Facciamo un video, indovinate che brano..

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