Interview: Intothevoid

Lui è Corrado Calice, aka Intothevoid, compositore italiano ma di stanza a Copenaghen (già menzionato nell’intervista fatta all’amica Rome In Reverse). Il suo primo singolo, Solar Minimum (che da il nome all’Ep di prossima uscita) è uscito a fine dicembre; è difatti percepibile scovare, tra le righe di queste domande che gli abbiamo posto, quell’insieme di emozioni e sensazioni tipiche degli artisti che muovono i primi passi nel mondo della musica. Si parla della sua amicizia con Rome In Reverse, del suo presente e dei suoi progetti futuri. Insomma, lo si valuta un pò a tutto tondo!

Buona lettura!

1. Partiamo dal musicista: racconta chi è Intothevoid, presentalo a chi ne sente parlare per la prima volta.

Intothevoid è un progetto musicale che nasce con l’intento di reinterpretare un genere rock sperimentale, il post-rock, fondendolo con sonorità  e dinamche elettroniche. Del post-rock conserva la vena malinconica, alla quale però corrisponde una reazione e un’energia nuova.

2. Il tuo nome d’arte arriva da qualche parte o non ha un significato particolare?

Lo pseudonimo Intothevoid nasconde più di un significato: letteralmente il termine (”dentro al vuoto”) rimanda a quelle atmosfere di desolazione e di introspezione classiche del post-rock. Mi piace pensare che attraverso l’espressione della mia musica si generino vibrazioni in grado di propagarsi  anche all’interno di un vuoto, quello dell’ascoltatore, riempiendolo.

Un’ altra fonte di ispirazione è rappresentata dalla pellicola giapponese ”Enter the void”, della quale ho apprezzato le ambientazioni oniriche, il tema del viaggio interiore e del vuoto.

3. Qual è un genere musicale (anche più di uno, qualora dovesse essercene) di cui non riesci a fare a meno? Parliamo di qualcosa che presenta suoni e atmosfere che si riflettono nella tua musica?

Come già accenntato in precedenza, il post-rock è il genere musicale che più ha sconvolto il mio mondo interiore. Rimasi folgorato al primo ascolto dall’album ”How strange, Innocence”, degli Explosions In The Sky.
I suoni che ricerco nei miei pezzi si ispirano a quelli  creati dall’intreccio delle loro chitarre, cercando di farli fondere con sezioni ritmiche e strutture in chiave elettronica, differenti dai canonici tempi dilatati del post-rock.

4. Curiosità più che domanda: il nome di un artista (o più di uno, nell’eventualità) con cui sogni di collaborare e perché.

Dovendo fare dei nomi, in Italia ammiro molto i Mokadelic,  Yakamoto Kotzuga, Giardini di Mirò e i Mur.

5. Restando in tema di collaborazioni mi viene spontaneo chiederti del featuring con la musicista/producer Rome In Reverse; da quanto tempo conosci Antonella e da cosa è scaturita la voglia di farci un brano insieme?

Antonella ed io ci conosciamo da diversi anni, avendo condiviso sia un appartamento che la quotidianità dello stesso posto di lavoro, qui a Copenhagen. Amica, collega, e mentore dal punto di vista musicale. Io mi sono avvicinato a questo mondo quasi per gioco, Antonella ha intravisto terreno fertile e ha investito le sue risorse credendo in me e dandomi la possibilita di esprimere le mie idee. Rome in reverse è  un’artista a tutto tondo che si è fatta da sola e che dimostra ad ogni nuova uscita di sapersi reinventare. Lavorare al suo fianco nella creazione del featuring di Into The Void è stata un’esperienza  tanto formativa quanto divertente. Non ho dubbi che i nostri progetti continueranno ad intrecciarsi in futuro.

6. Qual è il processo creativo dietro alla musica di Intothevoid? È tutto frutto di improvvisazioni o tutt’altro?

Il processo creativo su cui si basa l’espressione musicale di Intothevoid non è frutto di improvvisazioni. Al contrario è principalmente figlio di un grande lavoro in studio. Generalmente registro prima le chitarre, cercando di sovrapporle e intrecciarle. Poco alla volta cerco di costrurci attorno, con svariati strumenti digitali, le atmosfere. E in fine cerco di dare dimensione e direzione  al tutto con i bassi e le batterie.  A volte, invece, il processo creativo avviene esattamente al contrario.

7. E dietro a Solar Minimum, tua ultima (nonché prima, ad ora) release che tipo di processo creativo c’è stato?

Solar Minimum è la prima traccia dell’omonimo Ep. L’input creativo risiede nel titolo e nel suo significato. Il minimo solare è un evento che si ripresenta ciclamente ogni dozzina d’anni, rappresentando il momento di minore attività della nostra stella. Semplificando: il sole cade in un sonno profondo. Il 2020, che per risaputi motivi già simboleggia l’immobilità, la distanza e la mancanza di calore, è paradossalmente anche lo stesso anno in cui si manifesta il minimo solare. Il singolo è uscito il 22 dicembre scorso, uno tra i giorni più corti dell’anno.

8. C’è uno strumento a cui non rinunceresti mai quando componi?

Ammetto di non possedere la padronanza a livello professionale di nessuno strumento in particolare, essendo totalmente autodidatta. In fase di composizione non posso rinunciare alle mie chitarre, ma da sole non basterebbero a rendere le mie idee, utilizzo quindi keyboards, e software musicali. 

9. Quanto, e in cosa nel dettaglio, credi sia cambiata l’elettronica negli ultimi, per esempio, vent’anni? Dovremmo essere delusi o entusiasti di eventuali variazioni e/o contaminazioni considerando la direzione che ha preso?

La musica eltettronica ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi 20 anni, soprattutto se si prende in considerazione come punto di partenza  l’album Play di Moby (1999). Il ruolo più grande in questa trasformazione, a mio avviso, è giocato dalla rivoluzione tecnologica in corso. Nei primi anni 90 fare elettronica significava dover investire molto nelle strumentazioni analogiche, con basse probabilità di avere visibilità e arrivare al successo.
Oggi è possibile scaricare un’app sul telefono, mixare suoni, e raggiungere decine di migliaia di persone con qualche clic.
Se da una parte il progresso ha reso la vita degli artisti più semplice e leggera, dall’altra ha creato un oceano di uniformità e stereotipi, in cui è paradossalmente ancora più complicato far emergere il proprio talento.

10. Come possiamo continuare a seguirti?

E’ possibile seguirmi su i maggiori social network: spotify, youtube, soundcloud, bandcamp. In programma ci sono le prossime uscite dei singoli che andranno a completare l’Ep Solar minimum.

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