Interview: George Herald

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con George Herald, cantautore lombardo a cui possiamo dare il merito di aver inventato il folk-punk. Detto questo, non sarà quindi così difficile trovarvelo di fronte, dall’aria innocente e indifesa, una chitarra acustica e l’aria da bravo ragazzo, a cui seguono poi urla e quella sensazione di aver davanti un folle completo. Ha sempre cantato in inglese, ma decide di debuttare con un EP in italiano dal titolo “Per tutto ciò che vale”.

Chi è George Herald?
George Herald suonava bene, era musicale. Poi la figura dell’araldo mi affascinava anche se tutt’ora non so cosa sia esattamente come esattamente non so chi sia davvero George Herald. Uno scemo, un tizio che urla a caso, un tizio gentile ed educato, un astronauta, forse un araldo, forse avrei dovuto chiamarmi semplicemente Giorgio.

Sappiamo che prima scrivevi in inglese. Possiamo ascoltare qualcosa di quel periodo? Da cosa deriva la decisione di passare dall’inglese all’italiano?
Su Youtube c’è un Ep completamente in Inglese, ma ne vergogno un sacco; si chiama Do Svidanja. Il fatto è che nessuno capiva quello che stavo cantando e allora dopo poco mi sono stancato di non farmi capire, mi piace molto di più quando qualcuno riesce a seguire bene il testo. Vorrei saperla usare meglio come lingua, non mi sento molto padrone dell’italiano nel campo musicale.

Se dovessi fare una playlist di 5 brani che riesca a inquadrarti musicalmente?
Top 5 five ever:
Social Distortion – Don’t Take me For Granted
Gemitaiz – Vivere
Giorgio Canali – Messaggi a Nessuno
Flatsound – You Said Okay
Bright Eyes – Road to Joy

Perchè associ Berlino a una donna? Chi è questa donna?
Non so bene neanche io, il ritornello è venuto fuori in modo molto casuale. Forse non parla di nessuno, mi ricordo che c’era una ragazza molto carina nella sala fumatori dell’Irish Pub all’Europa Center. Credo che però in definitiva parli molto di più di quando io e altri due amici ci siamo detti tutto tra mille lacrime davanti all’entrata dello zoo.

Per essere così giovane sembri aver fatto parecchie cose, tra cui qualche apertura abbastanza importante. Momenti migliori di questa “carriera”? E i peggiori invece?
Quando un mio amico mi ha detto che, ascoltando il mio Ep da solo mentre mangiava al McDonald, gli è tornata la voglia di scrivere sul suo taccuino storico, ero contentissimo. Si, è stato il momento più figo. Il peggiore è ogni volta che prendo in mano la chitarra e vorrei scrivere un pezzo che sento dentro ma non ci riesco.

Sei in contatto con altri artisti della scena? Tipo i Malkovic? Quali altri?
Si! I Malkovic sono dei grandi cavolo! Il loro ultimo Ep è stupendo e poi sono dei gran bravi ragazzi. Pede (il cantante) è il moroso che vorrei per mia figlia. Conosco anche Montag che i suoi pezzi mi fanno piangere un casino. Anni fa suonavamo in via XX Settembre a Bergamo.

Cosa c’è nel futuro di George Herald? Un nuovo disco o una carrellata di nuovi singoli?
Devo dare un esame sul Paradiso di Dante, poi Latino. Finita la sessione non ne ho idea, magari si, capisco se me la sento di registrare un disco.

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