Interview: Daniele Celona

Abbiamo raggiunto Daniele Celona prima dell’uscita del nuovo lavoro Abissi Tascabili e della partenza della prima parte del tour che lo vedrà ritornare on the road dopo qualche tempo di assenza.

La particolarità di quest’ultimo lavoro è l’affiamcamento ad ogni brano di una graphic novel che, come ci confesserà, è una delle sue grandi passioni dopo la musica ovviamente!

 

IR: Abissi Tascabili sarà il tuo terzo lavoro da studio, lo vedi come un passo decisivo per il tuo percorso come spesso accade per le “terze prove”?

DC: non la vedo così. La leggenda del terzo disco poteva valere forse qualche tempo fa, ora le dinamiche sono decisamente diverse. Una band che inizia oggi deve in qualche modo riuscire a combinare qualcosa subito, ora non si ha il tempo “romantico” di farsi le ossa e costruire un lavoro dal basso. Chi come me ha iniziato nel 2012 poteva ancora pensarlo ma adesso proprio no. Mi sa che a crederci un po’ siamo rimasti ‘noi’ della vecchia scuola(ridiamo nda).

Le nuove generazioni hanno portato ad una fruizione musicale che porta i gruppi a mettere online un brano appena scritto, cosa che può anche essere interessante ma ha definitivamente cambiato tutto.

Un’altra ragione è che considero questo terzo disco come il disco d’esordio perché esce dopo uno stop durato diverso tempo. Una pausa più verso il mondo esterno che nella musica perché in realtà io ho sempre continuato a scrivere.

Qui trovi tutte le caratteristiche della mia formula: le chitarre distorte e la musica classica, insomma dai Deftones al Jazz, ci ho messo il cantato con variazioni estreme e i testi che cercano di dire qualcosa. Lo vedo come un nuovo inizio.

IR: qual è il tuo rapporto con la grafic novel? l’idea da dove è arrivata? già conoscevi gli autori?

DC: tutto è nato da una provocazione con il mio staff, the goodness factory, questa idea folle che piano piano si è impiantata e abbiamo avuto i primi contatti con il Comicon di Napoli. Questa è stata la tessera fondamentale dell’operazione in quanto si sono resi disponibili a sostenere editorialmente l’operazione e anche con Alberto Ponticelli che è uno dei primi disegnatori che abbiamo contattato, che poi ci ha presentato il Progetto Stigma di cui fa parte.

Da lì è nata l’idea dei 10 disegnatori diversi, uno per brano, più Cosimo Miorelli che si è occupato della copertina. Ognuno di loro ha avuto il link del disco da ascoltare con il brano assegnato loro da Akab, anche lui coinvolto nel progetto oltre che come disegnatore anche come coordinatore.

Qualche sceneggiatura l’avevo ma poi è stata data completa libertà ai disegnatori di farsi suggestionare e magari avere un’interpretazione diversa dalla mia intenzione iniziale.
Quando li ascolterai, sentirai che i brani sono molto meno descrittivi che in passato, le immagini sono più oniriche, più metaforiche e il soprannaturale ritorna in diverse occasioni. Questo elemento mi è servito per tornare sull’uomo e alla gestione dei rapporti con gli altri.

IR: durante il lavoro i vari disegnatori ti mandavano delle bozze o hai visto tutto quando era finito?

DC: all’inizio ho visto alcune bozze, ci siamo dovuti coordinare e parlarne, altre ho visto a prodotto finito. In alcuni casi, come La Figlia Dell’Uomo Nero, l’impatto è stato forte, lo stile scelto e la rappresentazione grafica mi hanno stupito da subito, ma anche Maelstrom, Orfeo e tutti gli altri, ognuno a suo modo. Pensa che sono 10 stili diversi, in pratica nel volume ogni cinque pagine sei in un altro universo. Questa varietà è quella che alla fine cerco anche a livello musicale.

IR: vedere interpretati i brani in modo diverso da quello che avevi immaginato tu ti avrà fatto effetto.

DC: sì certo, mi ha sorpreso che diversi di loro abbiano avuto una deriva onirica molto diverso da come l’avevo vista io. È strano vedere nero su bianco una rappresentazione di un tuo brano, è un messaggio molto forte che ti porta a rifare un’altra analisi della canzone che avevi pensato in maniera diversa.

IR: Shinigami, il brano con Capovilla, perfetto nel ruolo che gli hai dato è già uscito, mentre quello con Paolo Benvegnu (Maelstrom nda) no, ci puoi dire come sarà?

DC: il concetto è simile, sia Paolo che PierPaolo li ho chiamati ad interpretare due entità soprannaturali: una quello di Shinigami nel momento di climax massimo, in cui deve andare a prelevare l’anima al ragazzo in puro stile giapponese. Paolo (Benvegnù nda) l’ho chiamato a fare la parte di Poseidone in Maelstrom in cui, sempre in modo molto onirico, quest’uomo è impegnato in un viaggio, comunque interiore, si trova a tu per tu con Poseidone che accetta di esaudire uno dei suoi desideri. Per questa parte mi sembrava adatto Paolo per rappresentarla. Si è molto impegnato per farlo, io gli avevo mandato la linea guida lui me ne ha rimandate tre diverse oltre usare il cantato che usava negli Scisma che quindi non utilizza da molto tempo e questo è motivo di orgoglio per me.

IR: nel video di hd Blue hai detto che ti sei rivisto in Sardegna da ragazzino a fare la “prova” per diventare adulti

DC: sì quella è stata la scintilla che ha dato l’idea per il video, il brano è molto più complesso, che gioca sull’ambiguità e sui chiaro scuro dei personaggi posti davanti ad un salto, ad una scelta. Questo è stata l’idea da cui è partita la sceneggiatura del video quando da ragazzino facevo il salto dalla grotta dei Baci.

Con Jacopo, il tuffatore del video, abbiamo visitato i luoghi d’infanzia a Noli, dove aveva fatto il primo tuffo per ricalcare la paura giovanile della loro prima esperienza, dell’ostacolo da superare e del burrone a picco sul mare e della paura del doversi gettare.

IR: presenterai il lavoro a Lucca Comics, la fiera del fumetto più grande d’Europa, pensi ti sentirai a tuo agio o che sarai trattato come un oggetto estraneo al contesto?

DC: normalmente vado a queste manifestazioni e le conosco benissimo. Per una volta sarò dall’altra parte della barricata(ridiamo ndr) e quello che non ti ho detto prima è che il tutto è nato anche grazie alla mia componente nerd che il mio staff conosce benissimo soprattutto verso l’animazione giapponese quindi mi sentirò a casa e la parte piacevole sarà che potrò andare per comix e fumetterie ed è una cosa che mi ha elettrizzato da subito e anche i ragazzi del gruppo sono esaltati dal poter girare tra cosplayer e fumetti. Per mia esperienza ho visto che comunque la musica entra spesso e volentieri in questi eventi, magari a livello diverso come le colonne sonore o gli accompagnamenti musicali dei cosplay, ovviamente il tipo di musica è diversa. Ho attinto da questo, ad esempio Yoko Kanno(autrice tra l’altro delle musiche della serie Cowboy Bebop nda) è considerata un guru in Giappone per questo tipo di musiche, ha uno stile compositivo molto particolare. Uno dei miei sogni è scrivere un brano per un anime (ridiamo nda). Comunque a Lucca faremo un concerto e poi un firma copie allo stand del Comicon.

IR: da novembre torni on the road: che formazione avrai?

DC: il disco ha avuto molte anime e come per Fiori e Demoni ho lavorato tantissimo al computer prima di entrare in sala prove. In studio oltre ai ragazzi della band sono intervenuti: Fabio Rondanini(Calibro 35, Afterhours nda) alla batteria, Alessio della vecchia formazione e pensa che qualche chitarra l’hanno suonata anche i due produttori(Pietro Cuniberti, Antonio “Cooper” Cupertino nda) quindi tutto questo devo riportarlo live in qualche modo. Ora stiamo cercando di organizzare il live nel migliore dei modi e ho aggiunto un elemento alla formazione che si occuperà di synth e tastiere.

IR: immagino riarrangerete il vecchio materiale

DC: sì certo stiamo lavorando per allacciare i brani tra loro e appena saremo un po’ più tranquilli faremo delle session di improvvisazione per cercare di ritrovare il gusto di suonare senza dover per forza mettere qualcosa su disco.

IR: negli ultimi anni almeno un paio di cantautori hanno portato in giro un live con un fumettista che realizzava delle tavole live, pensi di farlo anche tu?

DC: ci stiamo pensando seriamente e ci piacerebbe ci fosse anche per l’elettrico in senso stretto forse già a Lucca riusciremo. Miorelli che è l’autore della copertina fa già queste attività a Berlino con risultati notevoli creando un disegno interattivo che si evolve durante la performance e anche con Andrea Spinelli ne abbiamo parlato. In futuro penso proprio ci sarà anche questa parte.

IR: una parte che a me sta a cuore particolarmente: i violoncelli. Torneranno?

DC: nel disco ho coinvolto Bea (Zanin nda) e Chiara (di Benedetto nda) per un brano delicato, è 24617 dedicato alla scomparsa di mia madre, come lo è tutto il disco. Quando siamo andati a registrare non volevo ci fossero troppi orpelli anche se poi una cassa in quattro nascosta l’ho messa, ma per il ritornello avevo bisogno di qualcosa vicino all’acustico, all’emozionale e loro sono state molto brave e attente. Ormai sono come sorelle e contento di averle coinvolte.

IR: sai che c’è un gruppo di fan su Facebook(I Celofan nda)? Sono molto attivi.

DC: sì li conosco, in questi anni alcuni di loro si sono fatti delle trasferte incredibili per venire ai concerti, alcuni li conosco personalmente. Sono storie piacevoli che si vivono in un ambito pur di nicchia che ha anche un ambito umano a latere di quello che è il concerto. Il gruppo sui social lo seguo, anche se sono molto riservato a riguardo, un po’ orso se vuoi, ma non potrei essere indifferente a questo tipo di affetto molto sincero.

Daniele Celona – HD Blue

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