Interview – Colombo

Esce giovedì 27 ottobre 2022 (in distribuzione Artist First) “Wild Nights”, il nuovo singolo del progetto Colombo, alterego di Alberto Travanini che ci regala un primo capitolo di un disco di debutto che vede come protagonista i versi di Emily Dickinson: benvenuti in un progetto di pop neoclassico che non ha precedenti. 

Abbiamo fatto una chiacchierata con l’artista per saperne di più sul suo progetto:

Come nasce la figura artistica di Colombo e perché hai scelto questo nome d’arte?

Il nome Colombo viene proprio dall’animale, il piccione. Ho scoperto qualche anno fa essere l’unica specie animale che invece di soccombere all’urbanizzazione umana, prolifera: si adattano a un mondo che non è stato costruito per loro. Mi è sembrata la metafora perfetta, sia dal punto di vista personale che della ricerca artistica: sono passato dal mondo della musica classica, al jazz, al pop, senza mai sentirmi pienamente a mio agio; per questo sono sempre alla ricerca di strade alternative.

Il tuo nuovo progetto musicale è interamente dedicato a Emily Dickinson. Che cosa rappresenta questa scrittrice per te e che ruolo hanno avuto le sue poesie nella tua vita?

Le poesie di Emily Dickinson hanno un sound incredibile, sembrano scritte per essere musicate, tutte. Leggendole in lingua originale mi è venuta subito in mente la possibilità di scriverci della musica, un po’ come facevano i compositori dell’ottocento con i lieder.

Nel frattempo ho approfondito anche la figura di Emily Dickinson dal punto di vista biografico e questo ha contribuito al legame con le sue poesie. Emily Dickinson non accettava i limiti imposti dal suo tempo, dalla società, sia che riguardassero l’amore, il lavoro, le aspettative sociali: lei continuò sempre, seppur in solitudine e con una certa sofferenza, a portare avanti le sue convinzioni e le sue passioni.

Anche lei si dovette adattare a un mondo che non la voleva, almeno in quel momento.

Se dovessi scegliere una sua sola poesia da tramandare ai posteri, quale sceglieresti e perché?

Sceglierei “Had I not seen the Sun”.

Se non avessi visto il sole
avrei sopportato l’ombra
ma la luce ha reso il mio deserto
ancora più selvaggio.

È una poesia tanto breve quanto potente: ci ricorda quanto le circostanze, la vita, il mondo in cui viviamo, influenzino la nostra percezione. Per entrare in comunicazione con le altre persone, soprattutto con chi ha vissuto vite completamente diverse dalla nostra, dobbiamo considerare tutta la loro storia: credo che in futuro ci sarà sempre più bisogno di questo.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana e come pensi di poterla arricchire?

Oggi la scena musicale italiana è estremamente varia, per fortuna, perciò è difficile dare un giudizio omogeneo. Cerco di ascoltare più musica possibile sempre senza pregiudizi.

Mi piace molto la scena alternativa, come Verdena e Iosonouncane, i cantautori (adoro Niccolò Fabi) e anche artisti giovani come Venerus e Ditonellapiaga.

Sono consapevole che il mio progetto sia “di nicchia” ma spero, nel mio piccolo, di portare un sound e un concept diversi da ciò che è già presente, sia nel mainstream che nell’underground.

Il tuo progetto si posiziona a metà strada tra classicità e modernità. Come sei giunto a questa particolare fusione?

Sono un ex pianista classico diplomato al Conservatorio, ma ho anche studiato jazz, cantato pop e rock. Quello che ho cercato di fare nell’ultimo anno è stato cercare di riunire tutti questi elementi in un unico progetto, che avesse dei rimandi neoclassici ma con un cantato più contemporaneo.

Penso che ci sia ancora molto da sfruttare dell’eredità della musica classica per costruire cose nuove, se ci togliamo la paura di dissacrare (pur mantenendo il rispetto dovuto alle opere).

C’è un artista con cui sogni di poter avviare una collaborazione?

Se parliamo di sogno utopistico, allora James Blake, che mi ha ispirato la sovrapposizione di pianoforte ed elettronica.

In Italia piacerebbe moltissimo lavorare con Iosonouncane, perché anche lui nel suo percorso ha messo insieme tante strade diverse, l’elettronica, il cantautorato, la musica folk.

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