Interview – Clio M

É uscito venerdì 22 marzo 2024 su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy) il nuovo singolo del progetto Clio M dal titolo “Earth“. Un nuovo capitolo e terzo brano estratto dal nuovo album “Tabula“, in uscita questa primavera.

Un brano è dedicato al cambiamento climatico: le nuove generazioni sono lasciate sole nella lotta contro qualcosa che oggi appare come inevitabile. Il brano è un appello alle generazioni che le hanno precedute, a chi finora non si è schierato nonostante abbia maggiore responsabilità e più potere. Un quartetto d’archi e delle percussioni trance creano una marcia incalzante, per non arrendersi di fronte al disastro imminente.

Di questo singolo ci ha colpito come sempre il carisma di Clio, le posate sulla copertina, che sta per uscire un disco e che non vediamo l’ora di ascoltarlo. L’abbiamo intervistata!

  1. Le tue influenze musicali sono mai cambiate nel corso del tempo? E con il passaggio dall’iniziale “Clio and Maurice” e “Clio M”?

Sicuramente: noto che le influenze musicali diventano sempre più varie con il tempo, ma è un processo che prescinde dalla nascita di “Clio M”. Ci sono poi delle costanti nei miei ascolti, ma la scoperta di nuova musica mi sprona a mettermi in discussione e a farmi evolvere. Quello che è senz’altro cambiato rispetto al duo è che ora riesco ad avere un rapporto più diretto con le mie influenze.

  1. Ci sembra di capire che ogni tuo nuovo brano sia legato in qualche modo a una tematica che senti vicina. In questo “Earth” si può definire una canzone ambientalista? E come mai senti questo tema a te affine?

Sì, soprattutto gli ultimi due singoli: a “Good Day” parla di violenza sulle donne, mentre “Earth” si concentra sul cambiamento climatico. Ambientalista non so se è la parola giusta perché l’io lirico del testo non riesce a offrire una soluzione e si concentra più sullo scontro tra chi è impotente e combatte un futuro sostenibile e chi detiene il potere e ignora il problema. Quello dell’ambiente è un tema che ho a cuore da diversi anni ma credo che, nostro malgrado, sia qualcosa che riguarderà tutti nel prossimo futuro.

  1. Fare musica quindi può essere fare anche politica? Forse deve essere così?

Non so se debba necessariamente essere così, ma per me in parte lo è. Amo in realtà anche gli aspetti profondamente personali e intimi che la musica può esprimere: un episodio della vita di una persona può, grazie a una canzone, risuonare nella sensibilità di altre. Quando c’è bisogno di affrontare temi generali e sistemici, però, credo che la musica sia uno strumento potente per farlo. E viviamo in tempi in cui questa esigenza è sempre più forte.

  1. Come mai ci sono forchette e coltelli in copertina?

Ci piaceva l’idea di associare la donna al pezzo di carne, in un’ottica sia antisessista sia antispecista. Volevamo lavorare sul simbolismo e le posate “sospese” sono state un’idea di Alix Taccardo con cui collaboro nella direzione creativa della parte visiva del progetto.

  1. E quale domanda avremmo assolutamente dovuto farti?

Quando esce il mio primo disco! Scherzo, lo abbiamo appena annunciato: si intitola Tabula, avrà otto tracce e uscirà il 10 maggio.

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