Interview: Babbutzi Orkestar

Abbiamo incontrato la Babbutzi Orkestar, band attiva già dal 2007 e portatrice sana del genere della balcan sexy music. L’8 dicembre 2020 esce Pornoamore, un nuovo capitolo che ci avvicina all’uscita di un nuovo disco e che ci introduce alla conoscenza dell’Uniporno, eletto capitano della banda. Pornoamore è un brano sfacciato, di un punk balcanico che segue la tradizione musicale della band della balcan sexy music, un mix unico nel suo genere con un messaggio semplice: l’amore è assurdo, decisamente casinista, e bisogna essere dei tipi piuttosto punk per affrontarlo.

Ecco cosa ci hanno raccontato!

  1. Chi è l’Uniporno e come è diventato il vostro capo?

L’UNIPORNO è l’UNIPORNO. Lui non è il nostro capo. Lui ci ha rapito, portato nella sua dimensione, sbattuti in un container e dato il via alle danze. Lui rappresenta il Pornoamore, con le sue fattezze bestiali e chimeriche è l’incarnazione della nostra provocazione: “l’amore è mannaro. Se devi sognarlo, che sia senza limiti. Che vada oltre, che sia PUNK.” Ora aspettiamo solo di liberarci e ritornare a fare concerti.

  1. In che modo Pornoamore è una sorta di cambio di percorso?

PORNOAMORE è il brano che lancia il nuovo lavoro. Ha il dovere di essere l’antipasto di quello che sarà la portata principale e che speriamo di fare assaggiare e gustare quanto prima. In quanto apri pista speriamo dia l’idea di come è evoluto il sound della banda e la direzione che sta prendendo. Il bello della musica è anche l’evoluzione, portare sempre qualcosa di nuovo, sia per chi la fa che per chi l’ascolta. Da “Vodka, Polka & Vina”, del 2014, ad oggi, la banda ha sperimentato cose diverse, ci sono stati dei cambiamenti nella formazione, approcciato e ascoltato generi musicali nuovi o diversi da quelli che ci accompagnavano 6 anni fa. Tutte queste variabili ci hanno permesso di proporre sempre dischi con sound diversi, nuovi per noi, ma soprattutto nuovi per la musica balcanica. Pornoamore è un brano dall’indole punk. Un po’ punk lo siamo sempre stati, ma questo disco sicuramente ha tirato fuori dalle nostre viscere tutto il punk che avevamo dentro. Lasciando un po’ di spazio anche al romanticismo…

  1. Tornare sul finire del 2020, come mai? E com’è andato questo anno per voi?

Il 2020 per chi fa musica sarà un anno da dimenticare. Per una banda come la nostra, nata per solcare e domare palchi, è stato un pugno nello stomaco. Anzi un calcio nelle palle! Noi portiamo sul palco sempre molta energia, è quello che contraddistingue i nostri concerti. Tutta questa energia se non liberata rischia di implodere. Così l’abbiamo presa e gettata a secchiate nel nuovo lavoro. Forse questo stop ci ha aiutato nel realizzare qualcosa di speciale, per noi lo è. Ora non resta che sperare di tornare presto sulla strada a suonare. Abbiamo pur sempre un’anima nomade. Siamo dei pellegrini. Anzi, oggi siamo dei Punk Pellegrini.

  1. Cosa potete anticiparci del nuovo album in arrivo?

E’ un album vero. Ci rappresenta. C’è dentro quello che ci piace, la nostra energia, le nostre storie. E’ un disco totalmente in italiano e ci saranno degli amici interessanti che si sono prestati per arricchirlo. Forse è ancora presto per dire di più. Possiamo sbilanciarci dicendo che saranno più di 9 brani e meno di 11. Per quanto riguarda il sound, abbiamo già detto che ha un indole punk, ma c’è dentro anche del rock, del reggaeton, del surf ed anche un pizzico di trap. Tutti generi che vanno a condire il linguaggio balcanico che rimane comunque dominante.

  1. Cosa state ascoltando in questo periodo? Qualcosa che non ci aspetteremmo?

Facciamo tutti molti ascolti diversi. Spaziamo dal Jazz al Death Metal come niente. In questo periodo stiamo ascoltando poca musica balcanica. Forse negli ultimi anni l’abbiamo un po’ evitata e nel disco si sente. Anche se continuiamo a ritenerci dei degni ambasciatori. Per citare qualche nome, le nostre orecchie ultimamente amano farsi coccolare da De Staat, Lettuce, Wilco, American Footbal ma anche evergreen come The Clash e Morricone. L’ultimo disco di Samuele Bersani ci piace molto e Venerus è un artista italiano molto interessante. Ci stiamo interessando, incuriositi, anche un po’ alla scena Trap italiana ad artisti come Axos per esempio. Ve lo aspettavate?

  1. La domanda che non vi ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?

Se dico Punk?

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