Biglia – Palchi in pista è un circuito dedicato alla musica dal vivo

Biglia – Palchi in pista è un circuito dedicato alla musica dal vivo, basato su un modello di cooperazione di cui fanno parte alcuni club, il Locomotiv club di Bologna, il Bronson di Ravenna, l’Off di Modena, il Circolo arci Kessel di Cavriago, insieme al Teatro comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno e il Salone Snaporaz di Cattolica. A dirigere e finanziare il progetto è la Fondazione Ater, fondazione a controllo pubblico i cui soci sono la Regione Emilia-Romagna e diversi comuni aventi sede sul territorio regionale. Ater svolge la funzione di circuito regionale multidisciplinare, attraverso la programmazione e circuitazione di spettacoli, la gestione diretta di spazi teatrali in convenzione con i comuni soci. E’ in questo contesto, quindi, che si inserisce Biglia – palchi in pista. Abbiamo contattato Patrizio Cenacchi (responsabile Musica di Ater Fondazione) per approfondirne la genesi e gli sviluppi imminenti e non.

Come è nato questo progetto? Chi ne è stato l’ideatore?

Il progetto è nato dalle relazioni e soprattutto per ripensare traiettorie e nuove modalità operative all’interno del circuito ATER in campo musicale. Il sottoscritto è partito un anno e mezzo fa in piena pandemia incontrando ogni settimana gestori di club e operatori culturali raccogliendo le esperienze di un settore stremato dalle chiusure. Un percorso che mi ha permesso di contribuire, in questo tempo “sospeso”, a innescare processi, tessere reti per generare nuovi concatenamenti collettivi: in mezzo a tutto ciò ci sono mediazione, timelaps, velocità ma anche onesto pathos, quasi sentimentale. Il circuito BIGLIA fotografa un momento preciso, en ambyme, di un prototipo per una nuova co-progettazione di contenuti musicali inediti, con l’obiettivo di sviluppare modelli di gestione artistica e organizzativa in risposta ad un periodo di transizione e cambiamento per il settore, che costituisce il terreno stesso con cui attecchire e svilupparsi. 

Biglia è un progetto basato su un modello di cooperazione tra quattro club e due teatri, ma come funziona operativamente? Chi e come vengono scelti gli artisti?

Biglia funziona su azioni concrete, generative, capaci di sedimentarsi in imprese collettive, il circuito pone al centro processi non tanto i soggetti, le band e gli artisti non vengono scelti ma sono elementi che entrano in relazione con la progettualità di ogni spazio: non si condividono mai solo cose, ma attitudini, linguaggi, situazioni e ambienti in cui la musica è centrale. Ed è da questa stretta relazione tra questi spazi e i saperi che si profilano nuove alleanze e inediti modelli legati alla musica dal vivo.

Chi sono i protagonisti di Biglia? Qual è il ruolo e la funzione della fondazione Ater rispetto al progetto? E qual è quella dei club e teatri coinvolti? 

La nuova rete è costituita da quattro live club (Locomotiv Club di Bologna, Bronson di Ravenna, OFF di Modena, Circolo Arci Kessel di Cavriago, RE) insieme a due teatri del Circuito Regionale Multidisciplinare di ATER Fondazione (Teatro Comunale “Laura Betti” di Casalecchio e il Salone Snaporaz di Cattolica). Il ruolo di ATER fondazione è quello di essere una “istituzione mobile” che addensa questa comunità sostenendola a livello organizzativo e amministrativo e insieme a questi spazi (club) rimasti in disparte dal dibattito sulla crisi del settore e teatri condividono una stessa funzione: nel costruire percorsi condivisi, una forma di tessuto comune per creare mondi che sono mondi comuni.

“L’unione fa la forza”. Essere uniti, soprattutto in questo momento di crisi del settore, è importante. Quali sono in vantaggi che un tale sistema a rete comporta?

anche l’urgenza fa la forza… non dimentichiamoci che ci troviamo in una Regione che da anni interviene con diversi strumenti a sostegno della musica. La fondazione ATER è partita dai Club, dalla loro necessità di ripartenza, per costruire questa rete ibrida e per dare un importante segnale politico, culturale ed economico a questi spazi in difficoltà riconoscendoli come veri enti culturali. I vantaggi di questo circuito risiedono nel suo essere dinamico ed emancipato dagli schemi, non programma solo concerti ma porta questa rete a lavorare anche sulla creazione di un nuovo pubblico: ad esempio attivando percorsi formativi come il progetto “FLOW – It’s bigger than Hip Hop”, laboratorio di musica hip-hop al Teatro Laura Betti di Casalecchio dedicato alle giovani generazioni oppure inaugurare l’apertura del Salone Snaporaz di Cattolica, con la sonorizzazione dal vivo degli OvO del kolossal muto “Inferno” (1911), primo film italiano sulla Divina Commedia. 

Dall’altro lato, però, si potrebbe pensare che sia difficile realizzare un modello di gestione artistica e organizzativa condivisa tra persone diverse.  Nei momenti decisionali, in sede di programmazione e pianificazione delle proposte musicali, arrivare all’approvazione unanime non è così scontato, no?

No, non è scontato! Ma il percorso per ora sta funzionando e ormai ci confrontiamo quotidianamente. BIGLIA vuole diventare un punto di riferimento per la promozione della musica in questa regione e in questa singolare sinergia. L’obiettivo futuro sarà includere nuovi partner, ampliando il raggio d’azione ad altre regioni, confermando e consolidando la sostenibilità̀ del programma e della proposta musicale.

Il progetto Biglia è partito con On (Adriano Viterbini, Riccardo Sinigallia, Ice one), Emma Nolde e Generic Animal e la sonorizzazione del film Inferno degli Ovo. Tre progetti sperimentali. Possiamo dire quindi che l’offerta musicale è improntata sull’idea di sperimentazione sonora? Progetti musicali inediti? O prevedete di coinvogere anche artisti e gruppi esistenti? O magari aprire gli spazi di Biglia a eventi particolari (penso ad esempio al festival itinerante shogaze In a state of flux o al format di serate bolognesi di Atmposhere dedicate al post punk, new wave e dintorni)?

Biglia è spazio di sperimentazione istituzionale e di trasformazione delle relazioni sociali in prospettiva cooperativa, collaborativa, circolare, rigenerativa, le scelte artistiche fatte per questo primo giro autunnale, BIGLIA mette in pratica queste differenti modalità processuali: l’ideazione di nuove performance dal vivo, una forma di quasi start up per nuovi progetti della scena indie italiana. Sia il tour di ON a ottobre sia la nuova coppia Emma Nolde & Generic Animal a novembre, in queste date ravvicinate gli artisti sono riusciti a trovare la giusta forma e coesione di suoni che solo una residenza diffusa-itinerante-live come BIGLIA poteva offrire. Prendo volentieri il tuo spunto per aprire gli spazi di BIGLIA anche per intercettare altre esperienze nomadi e lasciare spazio a collaborazioni interdisciplinari con musicisti e festival.

Quali sono i prossimi eventi in programma? Potete dirci già qualche nome?

Stiamo pensando di coinvolgere quelle realtà più piccole e fuori dai circuiti, che faticano ancora di più a trovare spazio a causa della pandemia, si tratta di una situazione che rischia di cancellare buona parte del fermento underground musicale, per questo lavoreremo a fianco della Legge Musica, per promuovere i nuovi gruppi e/o artisti della regione, con appuntamenti costruiti ad hoc. Poi parallelamente stiamo tracciando per BIGLIA diverse piste inedite per una serie di tour originali e coraggiosi…

Grazie! In bocca al lupo!

Grazie e voi e ai lupi!

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