Gli EP del mese: giugno 2016

L’EP è ormai un formato sempre più diffuso per la pubblicazione di nuove canzoni da parte delle band, italiane e non. Spesso, purtroppo, chi scrive di musica tende a privilegiare la trattazione degli album, e questo crea il rischio che lavori assolutamente validi non abbiano lo spazio che si meriterebbero. Da questa considerazione è nata la nostra scelta di raggruppare mensilmente una serie di recensioni brevi sugli EP usciti nel periodo di riferimento, così che i nostri lettori possano avere uno sguardo d’insieme anche su questo tipo di pubblicazioni.

celona

Daniele Celona – Dalla Guerra alla Luna – Live @ Diavolo Rosso (Noeve Records)
A conclusione del tour dell’ultimo Amantide Atlantide che lo ha portato in giro per l’Italia, Daniele Celona registra un mini live al Diavolo rosso di Asti. La serata ha visto la consueta formazione a quattro in versione allargarsi a tre chitarre e in più Bea Zanin al violoncello. Il concerto ha coinciso con l’ultima serata del locale piemontese che dovrà rimarrà chiuso a causa di urgenti ristrutturazioni e vista la storia del posto e il significato simbolico dell’ultima data, il gruppo ha dato il meglio e lo si sente nei cinque brani dell’EP. La scelta è caduta su due brani dell’ultimo lavoro: la title track Amantide, dall’alta carica emotiva e su V per settembre disperata e ancora più evocativa che da disco. Gli altri tre brani sono tratti dal primo Fiori E Demoni: l’esplosiva Acqua, la lirica Millecolori e la carica Luna, che mantenendo le strutture iniziali sono state rivestite da arrangiamenti elettro-acustici che non fanno che confermare la grande statura dei brani con una capacità espressiva ed emotiva intatte anche in questa forma (Raffaele Concollato)
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edless

Edless – Belotus (Everybody On The Shore / Vina Records)
Non è un esordio per il quintetto milanese, ma è ovvio che, dopo la meritatissima vittoria al Pending Lips, la curiosità attorno a questo progetto è aumentata e in tanti si approcceranno al gruppo tramite questo EP. Le quattro canzoni fondono elementi indie-rock e electro un po’ alla maniera dei Wild Beasts, e con la stessa attenzione alla sezione ritmica, ma con un’attitudine meno arty e uno stile melodico più sfuggente. Se dal vivo la band colpisce al primo ascolto grazie alla propria fantasia e a un suono molto equilibrato e allo stesso tempo efficace, su disco l’ascolto è meno immediato proprio perché le canzoni non sono certo di facile assimilazione e inizialmente potrebbe esserci l’impressione di un bel sound senza nulla attorno. Basta, però, dare qualche altra possibilità all’EP e si noterà che è semplicemente questione di tempo e che, in realtà, un songwriting di questo tipo rende il risultato finale ancora più intrigante. In definitiva, i cinque sembrano avere la padronanza dei propri mezzi anche sotto l’aspetto compositivo, e non solo di esecuzione e interpretazione, quindi vale senz’altro la pena ascoltare con attenzione queste canzoni e seguire la band nelle sue prossime mosse (Stefano Bartolotta)
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redlines

Red Lines – Red Lines (Autoproduzione / VolumeUp)
Marianna e Simone sono giovanissimi e mettono pulsioni post adolescenziali in questo sound dall’alto tasso sonico e sensuale, come se i The Kills abbracciarsero una visuale più popedelica. Seduzioni che diventano rabbia e passione garage rock (Control), intensità che rallentano per prender fiato e carezze (Can’t Stretch), mentre le chitarre incontrano un organo fuori dal tempo (Hit And Run) o ritmiche elettroniche che non disturbano (Drowning), ma anzi acendono qualche bagliore da club in un ambiente prevalentemente oscuro e dai toni a tratti volutamente avvolgenti. Il biglietto da visita è molto intrigante. (Riccardo Cavrioli)
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alley

Alley – Negative (autoprodotto)
La band di Mantova è attiva dal 2011 e questo è il secondo di una triolgia di EP dedicati al tema dell’avanguardia e, in particolare, è una sorta di concept su una pilota di aerei da ricognizione attiva tra gli anni Venti e Trenta. Non immaginatevi niente di troppo complicato da ascoltare, però: la melodia è sempre ben presente in tutti e cinque i brani, e il sound fa convergere in un immaginario punto d’incontro il rock degli anni Settanta, la psichedelia e il glam. La band stessa cita come principali influenze Bowie e i Roxy Music e già questo basterebbe a dare un’idea di cosa aspettarsi. Il punto principale, però, è che l’ascolto risulta super catchy dall’inizio alla fine grazie a un innato talento del gruppo nel rielaborare queste finti di ispirazione in canzoni ispirate, impeccabili e per nulla passatiste. Ganci melodici azzeccatissimi e armonie estremamente efficaci per un risultato semplicemente irresistibile (Stefano Bartolotta)
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thespoiled

The Spoiled – Ironshell (Manic Depression Records)
The Spoiled è il progetto di Giovanni Santolla che debutta col suo primo EP IronShell, uscito a gennaio 2016 per l’etichetta francese Manic Depression Records. Già bassista dei torinesi Ready, set, fall, l’artista pugliese intraprende questa strada solitaria, curando in prima persona testi e musica. L’EP comprende quattro brani e una cover (Warsawa di David Bowie). L’ascolto è paragonabile a un horror film in bianco e nero destinato a far (ri)emergere gli incubi e le paure più profonde nella mente di chi ascolta. Del resto, lo stesso Santolla descrive questo suo lavoro come un mosaico di dark wave, noise rock, dark ambient e industrial combinato ad un amore profondo per le pellicole horror, surrealiste e la letteratura decadente. Musicalmente, quindi, le tonalità sono cupissime. Die Hand Die Verletzt immerge l’ascoltatore in uno scenario distopico abitato da fantasmi e demoni interiori, al ritmo di una drum machine glaciale e di una voce che rimane sullo sfondo, come un’eco che sembra provenire dall’aldilà. Empy Station, dai ritmi più sostenuti, è una corsa in un labirinto senza uscita, mentre la suggestiva Whish house crea visioni oscure, grazie alle sue sinistre vibrazioni tribali. Bloodleaves è quasi straziante “just like the old days when we cried red leaves are covering up our lies”. La cover di David Bowie regala, solo alla fine, un’atmosfera più distesa e sognante. Assolutamente consigliato agli amanti del genere, The Spoiled si rivela un progetto davvero interessante, attendiamo sviluppi (Gilda Romeo)
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overlogic

Overlogic – From Where? (autoprodotto)
Prima uscita in assoluto per questo duo di Bologna, che propone un’elettronica intensa e massimalista, nella quale si può anche fare a meno della voce umana ma non mancano mai le melodie. Sono sei le tracce di questo EP: si apre e si chiude con due canzoni dall’andamento compassato, la prima più d’atmosfera e l’ultima più epica, e in mezzo si martella parecchio, come detto puntando molto sul suono degli strumenti, e anche quando appare la voce, non sempre lo fa per cantare, come nel caso del parlato in The Beginning. Le trame sonore non sono complicatissime ma c’è la cura del dettaglio giusta per far sì che l’ascoltatore sia subito colpito da canzoni strutturate in modo non convenzionale ma alle quali non mancano immediatezza e efficacia, grazie a un florilegio di riff ficcanti corroborati da effetti azzeccatissimi. Una gran bella scoperta (Stefano Bartolotta).
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