Rosario Di Rosa @ Garage Moulinski, Milano, 28/02/2019

Il Garage Moulinski a Milano è uno di quei luoghi magici che ogni musicofilo dal piedino ritmico dovrebbe frequentare, tra musica e vino, sommersi dai libri. Allo stesso tempo, lo stesso magico e affascinante Garage Moulinski è anche così nascosto e di stampo underground (già non è così facile trovarlo, lì sepolto e inghiottito dalla strada) che bisogna anche avere la fortuna di avere in agenda l’evento giusto che ci costringa ad andarci per scoprirlo e, in questo caso: il release party del nuovo album del pianista e compositore Rosario Di Rosa, il suo contorto, confusionario e irresistibile “Crossroad Blues” – un nuovo percorso strumentale tra razionale e irrazionale, che si snoda su via imbattute dal caos alla melodia.

Ore 22 circa, i Basic Phonetics (Sarah Stride alla voce, Alberto Turra alla chitarra, Carlo Nicita ai fieti e Davide Bussoleni alla batteria) lì piantati e Rosario Di Rosa, quasi nascosto lì in fondo a sinistra, sepolto dalla sua strumentazione – quasi a voler dare più spazio ai suoi musicisti che a sé stesso, autore e volto protagonista del progetto. Ciò che più stupisce di un concerto del genere, è il legame fortissimo che portano sul palco questi musicisti, in grado di mischiare stili differenti e le influenze più disparate in un concentrato di suoni folli (tema molto caro, la follia, a Rosario Di Rosa) e poi si districano e rilassano, per poi contorcersi ancora. Sarebbe riduttivo (e fin troppo facile) parlare di jazz, quando in realtà in questo nuovo “Crossroad Blues” si ritrova anche una massiccia dose di elettronica live e i due musicisti Alberto Turra e Davide Bussoleni non fanno che portare qualche accenno (più che benvenuto) di post-rock.

Ipnotico. Non ci sono molte altre parole che possano definire il set portato al Garage Moulinski vissuto dal pubblico per lo più in religioso silenzio. Sensazione di ipnosi che poi si va a ricercare nel disco e che non è così facile ritrovare, questo perchè “Crossroad Blues” è da vivere completamente live, in ogni suo stridio e sussulto, e non posso fare a meno di consigliarvi di non mancare, qualora ribeccasse questa banda di validi musicisti decisamente fuori dall’ordinario.

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