Dust @ La Fattoria Di Vigheffio, Parma

Giovedì sera piuttosto caldo qui in Emilia, ma alla Fattoria di Vigheffio, splendido luogo alle porte di Parma, situato in mezzo agli alberi e alla campagna, l’afa per fortuna non ha il soppravvento.
I giovedì estivi della location parmigiana sono spesso caratterizzati da interessanti concerti di band italiane: per esempio, recentemente hanno suonato qui New Candys e Winter Dies In June.
Questa sera è la volta dei milanesi Dust, che hanno pubblicato pochi mesi fa il loro convincente debutto sulla lunga distanza, On The Go, che ha dimostrato quanto di buono avevamo potuto già sentire nei loro precedenti EP.

I Dust stasera sono purtroppo decimati dagli infortuni e nella loro formazione mancano ben tre elementi titolari, il batterista Muddy Brambilla, comunque presente a supporto dei compagni, il tastierista Francesco Lodovici e il chitarrista Andrea Giambelli: i sostituti, il batterista Andrea Schiocchet (Il Rumore Della Tregua) e il chitarrista / tastierista Roberto Redondi (Donnie Lybra), sono comunque ottimi.
Mancano circa venti minuti alle undici, quando Andrea D’Addato e compagni salgono sul palco: si parte proprio con la prima traccia dell’album, (Our Alien) Millenium. L’inizio è tranquillo, il pezzo cresce piano, insieme alla profonda voce del frontman, supportata dalle intelligenti linee del basso di Gabriele Prada: i vocals si fanno sempre più intensi, così come il drumming di Schiocchet e le emozioni. Nonostante il suono tenda a disperdersi un po’ a causa del largo spazio aperto, i brividi scorrono puri sulla pelle di chi sta ascoltando. Si passa poi verso l’Americana con Never Defined, mentre il ritmo si fa più potente; un leggero soffio di malinconia, invece, spira sopra a It’s Been A Long Time, dove la passione e le emozioni la fanno da padrone. Poi è la volta di Cinema Pt.1, il singolo più recente dei Dust: altri momenti incantevoli, gli strumenti sanno costruire una dinamica perfetta e sembra quasi di ascoltare un pezzo dei National, tanta è la classe dei ragazzi milanesi.

If I Die è più veloce ed esaltante e magari più catchy, ma non sfugge alla regola: passionale dalla prima all’ultima nota. D’Addato dice che è arrivato il momento del rock ed ecco qui Ink-loaded Love, estratto dal vecchio EP, Kind, datato 2012: un brano potente ed energico, caratterizzato da schitarrate intense e da un ritmo elevato. Il set si chiude, dopo circa trentacinque minuti, con On The Go, la title-track del loro debutto sulla lunga distanza: la tastiera e una chitarra dolce ci fanno sognare nella grande tranquillità del pezzo e ci regalano le ultime grandi emozioni della serata.

Probilmente un po’ troppo corto, questo concerto ci ha comunque mostrato una band di buona esperienza che, viste le sue grandi capacità, meriterebbe palcoscenici ben più grandi e importanti di questo (senza nulla togliere agli amici della Fattoria di Vigheffio): per ora non possiamo far altro che togliere il cappello e porgere i nostri complimenti ai Dust.

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