Colapesce @ Teatro Antoniano, Bologna

Era da parecchio tempo che ci eravamo segnati in agenda di andare a vedere un concerto di Colapesce, ma, nel corso degli anni, per un motivo o per l’altro, avevamo sempre perso le sue tappe qui in Emilia: l’occasione giusta arriva finalmente stasera, in un limpido e freddo giovedì di metà gennaio, per il suo live bolognese. Il musicista siciliano, accompagnato dalla sua band, ha da poco cominciato il suo nuovo tour a supporto del recente terzo LP, Infedele, uscito a fine ottobre per 42 Records.
A parte qualche data all’interno di negozi musicali, immediatamente dopo l’uscita del disco, Lorenzo Urciullo ha aspettato fino al nuovo anno a portare il suo nuovo lavoro in giro per l’Italia: le impressioni sul suo recente concerto al Santeria Social Club di Milano che avevamo sentito in rete erano state molto positive e siamo quindi curiosi di andare a vedere il suo show nella sempre suggestiva location del Teatro Dell’Antoniano in terra felsinea.

Non siamo verso il sold-out, ma la venue emiliana è comunque piuttosto piena e non ci sono molti posti rimasti liberi: pochi minuti prima delle nove e cinquanta sale sul palco la band di Colapesce, in cui riconosciamo subito la sempre bellissima ed elegante Adele Nigro degli Any Other alla chitarra e al sax e il fido collaboratore Mario Conte alle tastiere e ai synth.
Lorenzo, invece, preferisce entrare, abbastanza a sorpresa per noi, direttamente dalla platea, con un copricapo a forma di pesce spada: il concerto si apre nello stesso modo del suo terzo album, cioè con Pantalica. Non è certo, quantomeno a nostro avviso, il brano più facile del disco, con i suoi synth, le sue percussioni tropicali e il sax piuttosto spinto, ma senza dubbio quel suo senso poetico, che a noi ricorda il suo conterraneo Franco Battiato, lo rende diverso anche agli occhi del pubblico meno “preparato” sulla sua musica.

Non mancano i momenti pop in questo lungo live, che alla fine della serata toccherà quasi i novanta minuti: per fare un paio di esempi prendiamo gli splendidi singoli Ti Attraverso che, con piano e chitarra, risulta semplice, ma ha ottimi arrangiamenti, e Totale, che fa un buon uso dell’elettronica e qui ci dà l’impressione di essere più tranquillo rispetto alla sua versione originale.
Si prosegue con la grande eleganza di Reale, con ben due sax e un paio di lunghe jam, con il drumming intenso di Maometto A Milano, che sorprende con i suoi cori pop e l’atmosfera invece rilassata e con la malinconia leggera di Decadenza E Panna, solo voce e chitarra, ma meravigliosamente morbida.
Rivediamo ancora un velo di quella poesia che sembra ispirata dal Maestro siciliano nella gentile Sottocoperta, prima di lasciare lo spazio ai synth alquanto divertenti di Compleanno.

Ci sono ancora gli encore, che si chiudono con S’illumina: dapprima gentile, malinconica ed educata, lascia poi spazio nel finale a pesanti synth prima e a una lunga jam poi.
Sono passati quasi novanta minuti e Lorenzo e la sua band si guadagnano i meritati applausi dal numeroso pubblico bolognese: il suo live è completo e interessante e offre molto di più di un semplice cantautorato, riuscendo a spingersi con coraggio anche su territori meno usuali, in particolare per quella che è la tradizione italiana. Siamo sicuri che Urciullo saprà ancora scrivere importanti pagine nella scena musicale tricolore in futuro.

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