Canova @ Viper, Firenze

Firenze, Viper Theatre, ed Avete ragione tutti è ufficialmente partito per l’ultima volta. Sei date sparse in tutta Italia, prima di ritornare a Milano, e quasi tutto soldout.
Arrivati a Firenze con qualche giorno di anticipo, i Canova hanno studiato e ripassato nel minimo dettaglio tutti gli aspetti dello spettacolo, decidendo loro stessi quali canzoni cantare e in che ordine. Questo ci tenevano a dirlo loro fin da subito, e così hanno fatto, tramite la loro pagina Facebook, qualche ora prima del concerto. Un mini Avete Ragione club libretto di istruzioni, nel quale, dopo alcune comunicazioni di servizio, la band anticipava che “le canzoni che sentirete dall’apertura del locale al nostro concerto le abbiamo scelte noi, quando sentirete una canzone dei Doors allora inizierà il concerto, quando sentirete un pezzo degli Strokes allora sarà davvero finito, faremo una canzone nuova” E così è stato.

Ad aprire il concerto, un’esibizione dei Telestar. Poco dopo, sale sul palco Prina alla sua batteria, raggiunto in seguito da Brando, Fede ed infine Mob. E si parte. Vita sociale,Manzarek, Aziz, e la prima cover della serata, Mio fratello è figlio unico del grande Rino Gaetano. Si va avanti con Portovenere, l’ultimo singolo Santamaria, Maradona, con qualcuno che ha lanciato sul palco quella maglia non appena avevano finito tutti di cantare, ed Expo.

Come anticipato nel pomeriggio, a metà concerto i Canova hanno cantato una loro nuova canzone (“Se non fossi una groupie, col reggiseno da slacciare, se non fossi una groupie cosa potremmo diventare..”). Si continua con La felicità, per poi riproporre la loro cover di Chissà se stai dormendo di Jovanotti, come nei live precedenti. E ancora Brexit, La festa, e Threesome, che nessuno sembrava voler smettere di cantare anche quando tutti avevano smesso di suonare; Mob in primis. Ed è quasi la fine. Per concludere, proprio come tutto era iniziato, Manzarek, ma in una versione diversa, più malinconica, e Vita sociale.

Dopo l’esibizione, i Canova hanno trascorso un paio d’ore nel backstage, salutando chiunque sentisse il bisogno di dire qualcosa o anche solo di essere abbracciato. Se siete così fortunati da abitare in una delle poche città non ancora soldout, fossi in voi correrei a comprare quel biglietto. Aspettatevi un live estremamente personale, credibile, coerente ed emotivamente impegnativo.

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