Brunori SAS @ Twiggy, Varese

Ancora una volta il Twiggy di Varese porta uno di quegli eventi che sanno di imperdibile,infatti i circa 200 posti della sala sono stati quasi tutti prenotati da qualche giorno. Dario Brunori accompagnato da Mirko Onofrio al sax,percussioni, xilofono (e altro)e Dario Della Rossa alle tastiere si presenta poco dopo le 23 in veste minimale rispetto alla versione full band. Per qualche mese l’onorata ditta Brunori girerà l’Italia in trio, portando ancora di più l’accento sul messaggio, sulle parole che sulla musica con il tour “Brunori senza baffi”.

La serata inizia subito a scaldarsi, non solo per la massiccia presenza del pubblico, ma anche per l’irritante brusio di sottofondo dei presenti che il cantante subito sdrammatizza: ‘e che vogliamo farci, siete giovani e sentite la primavera!’ con conseguente risata generale. L’occasione di questo tour(questa è la terza data) è anche presentare i brani della colonna sonora di ‘E’ Nata Una Star?’, film tratto dal romanzo di Nick Hornby con la regia di Lucio Pellegrini (tra gli attori:Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo).

La setlist si dipana tra i primi due lavori e gli inediti tra cui l’ironica ‘L’Asino E Il Leone’, l’assurda ‘Il Brucaliffo’ (con inevitabile siparietto su Califano) e la migliore ‘Cuore A Pellet’, di livello superiore rispetto alle altre.
Immancabili e seguite da sonoro boato: ‘Il Giovane Mario’, ’Lei, Lui, Firenze’, ‘Italian Dandy’, ‘Come Stai’.

A metà concerto dal pubblico hanno urlato “faccene una bella!” e lui ridendo ha risposto: “difficile questa sera!”. Ovviamente molto ironico, come dopo una settantina di minuti il cantante decide che è ora dei bis(“sapete noi meridionali ci stanchiamo in fretta”) e decidendo di non lasciare fisicamente dal palco e andare nel camerino( per farlo dovrebbe passare di fianco al pubblico) propone ‘Guardia ’82’ e ‘Rosa’ per poi uscire veramente e tornare(ancora dal pubblico che lo richiama a gran voce il solito burlone ha urlato “bastaaa” con risata generale) per un bellissimo omaggio ad uno dei suoi fari : Lucio Dalla.

Il compianto bolognese è ancora più evidente(come Rino Gaetano) negli arrangiamenti scarnificati.
La sensazione che si ha è che un concerto di Brunori SAS non è solo un bel mazzo di canzoni ironiche e veraci ma è anche un divertente e a volte amaro spaccato di quello che si vive giornalmente,il tutto eseguito con attenzione la professionalità . Mirko Onofrio e Dario Della Rossa sono precisi e regalano diversi momenti di virtuosismo, così rari nella canzone d’autore italiana un posto dove Dario Brunori può stare e rimanerci a lungo. Le sue canzoni evocano quella musica “nazional-popolare” che non sa di cartapecora ma di sentiti omaggi. Gli argomenti, anche crudi, presi con la dovuta ironia che li rende grotteschi, colpiscono ancora più nel segno. I baffi non ci saranno più (davvero) ma lo spessore del personaggio e dei suoi testi rimane.

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