Babbutzi Orkestar @ Arci Bellezza, Milano

Riassumere un concerto della Babbutzi Orkestar non è per niente facile, perchè sì potremmo dire che hanno fatto quello o quell’altro brano, e che c’erano tante o poche persone, ma la verità è che un concerto della Babbutzi Orkestar trascende questo tipo di informazioni, ma ne richiede in realtà delle altre. L’occasione che ci riuniva ancora una volta all’Arci Bellezza di Milano, uno dei pochi posti che ormai è diventato un appuntamento fisso per quanto riguarda gli appuntamenti musicali, è quella dell’uscita del nuovo album Pornopunk.  Di porno questo disco ha una libido musicale trascinante; di punk, inteso come eterno apice di libertà, sicuramente ha il cuore. Il titolo vuole provocare una reazione: necessaria oggi più di ieri. È l’estremo tentativo di evadere dagli schemi. Costruire un disco libero di contaminarsi di idee, suoni e generi musicali che normalmente si guarderebbero con sospetto. Nuotare tra il punk e il surf. Affogare dentro una ballad blues.

Ecco cosa vi siete persi.

Gabriele Roccato sul palco in mutante

Eh sì, perchè ad un certo punto è stato inevitabile. Quando si suona il pornopunk bisogna anche spogliarsi e perdere un po’ di dignità. Ed è andata proprio così: iniziare in un bellissimo completo rosa, finire in mutande, con il pubblico che ti paga i dischi del banchetto infilandoti le banconote dove capita. Se volete vedere da sempre una band con un leader con un cappello a tesa larga e la giusta propensione a saltare e a liberarsi dei vestiti superflui, beh, ora sapete cosa fare.

foto di Simone Pezzolati

Gli strani personaggi del backstage

A questo concerto della Babbutzi Orkestar non mancavano di certo “gli strani personaggi” che si aggiravano tra palco e backstage, che hanno invaso la scena durante Il Ballo di Cha Cha bevendo vodka direttamente dalla bottiglia, ultimo singolo della Babbutzi Orkestar dove l’unica domanda possibile è: “Ma chi è Cha Cha alla fine?”. Non si sa chi siano, nè tanto meno perchè alcuni di loro indossino una pelliccia o se abbiano qualcosa a che fare con un circo itinerante, sta di fatto che il concerto della Babbutzi Orkestar è stato imprescindibile da loro.

foto di Simone Pezzolati
foto di Simone Pezzolati

La nostalgia estrema quando si torna a casa

Il vero problema e che quando si torna a casa si torna si ha come la sensazione di aver vissuto in un film, è come se Il Grande Gatsby fosse stato ambientato tra gli zingari, come se fossimo stati invitati a cena da Jack Sparrow, ed improvvisamente è tutto finito e si deve ritornare alle sveglie mattutine e alla vita, quella vera.

foto di Simone Pezzolati

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