Andrea Laszlo De Simone @ ARCI Mu, Parma

Il suo album, Uomo Donna, è uscito ormai da parecchio tempo (giugno 2017 via 42 Records, per la precisione), ma Andrea Laszlo De Simone continua ad andare in tour per l’Italia, riscontrando sempre parecchi consensi.

Il musicista piemontese, insieme alla sua band, stasera arriva all’ARCI Mu di Parma all’interno del Milk Party: salvo poche eccezioni, il pubblico è costituito quasi interamente da ragazzi di poco più di 20 anni e fa piacere vedere un certo interesse da parte delle nuove generazioni per un musicista che, senza dubbio, prende più di un’ispirazione dal mondo del cantautorato classico italiano.

Come ha sottolineato anche Stefano Bartolotta lo scorso anno in fase di recensione del disco, però, questi spunti vanno ben oltre e troviamo anche tanti elementi molto più moderni nella musica di De Simone.

Chi scrive vede il musicista torinese live per la prima volta e crediamo che sia molto interessante ascoltare come Andrea sviluppi le sue tematiche sonore in questa fase.

L’orario è piuttosto tardo – quasi dieci minuti dopo la mezzanotte – quando De Simone e compagni salgono sul palco del locale emiliano: conosciamo la notevole durata dei suoi brani e, infatti, la sua setlist sarà composta da appena dieci pezzi, sebbene la durata del concerto supererà abbondantemente l’ora.

L’inizio è decisamente particolare: oltre tre minuti strumentali, disegnati con synth e tastiere, sembrano volerci ipnotizzare, prima dell’entrata della voce di Andrea in Uomo Donna. Lucio Battisti è ben presente, grazie al timbro di voce di De Simone piuttosto similare, ma c’è anche tanta voglia di sperimentare (Battiato anyone?), alcune grida e un livello di adrenalina che non ci saremmo aspettati ascoltando il brano nella sua versione originale (ottimo anche l’intenso drumming di Filippo Cornaglia).

Il tema dell’amore è costante nelle sue canzoni e non possiamo evitare di notare l’incredibile dolcezza in Vieni A Salvarmi, piena di energia: il pezzo si conclude con Andrea che sembra entrare quasi in uno stato di trance, totalmente concentrato a mostrare la sua grande passione al pubblico parmigiano.

Molto battistiana anche la successiva Meglio, assolutamente malinconica, ma scampanellante e dalle ottime sensazioni melodiche.

Molto più veloce, invece, Eterno Riposo, che ci trasporta all’interno di suggestioni psichedeliche, create da quei due maghetti dei synth che portano il nome di Anthony Sasso e Zevi Bordovach: anche in questo caso l’energia del brano, rispetto alla sua versione su disco, è decisamente più elevata.

Dopo un intro strumentale decisamente particolare, è ancora una volta la passione a recitare la parte della protagonista nella conclusiva Perdutamente.

I djset devono iniziare e De Simone è purtroppo costretto a tagliare la sua setlist, ma in questa ora abbondante abbiamo potuto gustare sia il suo buon senso melodico, sia quei tocchi moderni che ci hanno portato a viaggiare su territori psichedelici: il sapore è decisamente gradevole e il talento sicuramente non manca al musicista piemontese e alla sua band. La speranza è di poterlo rivedere presto, magari dopo che sarà uscito un nuovo album.

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