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DISCHI

Giardini Di Mirò: Il Fuoco (2009 - Unhip)

"Possiamo parlare di 'un'opera' più che di un disco"

di Andrea Alibardi

  il giudizio: 7/10

GENERE: post-rock, indie-rock.

PROTAGONISTI: Jukka Reverberi (chitarre, voce, programmazione); Corrado Nuccini (tastiere, programmazione, voce); Luca Di Mira (tastiere); Mirko Venturelli (basso); Francesco Donadello (batteria, percussioni). E con la collaborazione di Emanuele Reverberi per gli arrangiamenti.

SEGNI PARTICOLARI: le tracce che compongono questo quarto disco in origine facevano parte della colonna sonora che musicava l'omonimo film di Giovanni Pastrone, restaurato e presentato nell'ottobre del 2006 al museo del cinema di Torino. Il film parla della struggente storia dell'ossessione di un poeta per un'avvenente poetessa. Avvicinamento, contatto, qualcosa di persino tenero: 'La Favilla'. La breve e dirompente storia d’amore, con quei minuti di gaiezza e di travolgimento: 'La Vampa'. L’abbandono, la disperazione, l’epilogo da manicomio: 'La Cenere'. I GDM musicano perfettamente i tre momenti, tanto che in seguito la band di Cavriago (piccolo borgo vicino a Reggio Emilia) ne realizza un vero e proprio disco. “Un'altra storia”, affermano.

INGREDIENTI: anima, cuore, sentimento. E un'indicibile passione per la buona musica. Suoni lunghi e cupi, atmosfere vaporose che raccontano una storia.

DENSITA' DI QUALITA': sempre controcorrente, i GDM non producono per il mercato musicale, non hanno l'assillo del dover per forza pubblicare un disco, del far ballare, del piacere a tutti i costi. Sono una band sempre più matura, sicuramente una delle migliori realtà musicali della penisola. Sono cinque ragazzi che si mantengono lavorando e nel tempo libero esprimono al meglio la loro passione per la musica che, parole della band, “rappresenta le nostre ere geologiche”. Le dodici tracce vanno ascoltate come una composizione di musica classica, tutte d'un fiato, affinché i suoni siano percepiti nella loro completezza. Possiamo parlare di 'un'opera' più che di un disco. Un'opera difficile da ascoltare per i non-fans della band, che probabilmente pochi gradiranno (anche se, speriamo, non sia così). Un'opera che va ascoltata solo in certi momenti, in solitudine, con attenzione, con il cuore aperto.

VELOCITA': lento e difficilmente longevo. Decisamente introspettivo. Non è il cd che ascolti in macchina mille volte. Non ha singoli ruffiani.

LA DICHIARAZIONE: “Ci sono diversi motivi che spingono una band a pubblicare. Tra questi, la consapevolezza di avere raggiunto una nuova fase, un nuovo suono, una nuova alchimia di questi elementi.

IL SITO: 'Giardinidimiro.com'; 'Myspace.com/giardinidimiro'.