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The Churchill Outfit: The Churchill Outfit (2012)

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The Churchill Outfit: The Churchill Outfit (2012 - Dada)

"Pensato e costruito con maturità"

di Alex Alessandrini

  il giudizio: 8/10

GENERE: New-wave, brit-rock

PROTAGONISTI: Manuel Bonetti (voce, chitarra), Francesco Dioni (batteria), Luca Glissenti (basso), Alessandro Scipioni (tastiere), Marco Zagni (chitarra)

SEGNI PARTICOLARI: anche se detto così può sembrare un concetto strano, dietro un EP di successo si celano molte più insidie che vantaggi.
L’entusiasmo e l’euforia del buon risultato ottenuto, tendono a spingere verso il “battere il ferro finché è caldo”, produrre più rapidamente possibile per sfruttare l’hype creato, incappando troppo spesso in lavori figli dell’urgenza e della rincorsa alla data di uscita. Quanto appena detto non succede alle band con una certa consapevolezza e sicurezza nelle proprie capacità. Questo non è successo a Churchill Outfit che, dopo il fortunatissimo EP ‘In Dark Times’, hanno lavorato per poco più di un anno al debutto omonimo sulla lunga distanza, per presentarlo tirato a lucido.

INGREDIENTI: un torrente concentrato di sonorità che proviene dalla new wave dei primi anni 90, accarezza lievemente l’acid, sbatte sull’indie per sfociare nel mare tranquillo del brit rock degli stessi anni. Una sorta di mega ripasso di qualche decennio fa. Un ripasso ben composto, mai ruffiano. Ci sono tanta intensità e tensione positiva a cui si vanno ad aggiungere, sul finale del disco, un paio di episodi melodici, orecchiabili e piuttosto piacevoli. Non voglio far alcun accostamento con gruppi del passato o gruppi esistenti per questo disco. Non renderei giustizia ad un buon lavoro. È un disco “barbuto”, non per le scelte estetiche dei protagonisti (delle quali si può comunque notare la qualità anche nella riuscitissima cover di 'Teardrop' in questo video), ma per la maturità con cui è stato pensato e costruito.

DENSITÀ DI QUALITÀ: nonostante si tratti di una band giovane e dall’esperienza limitata, i 9 brani proposti (per poco più di mezzora di musica) mostrano capacità che meritano di essere ammirate. La peculiarità di questo disco sta nell’attacco di ogni pezzo. Mai quello che ci si aspetta. Una varietà di soluzioni appoggiate sul basso carico di groove, spezzato da un virtuoso lavoro di rullante. Apre il disco ‘Tongue Like A Trigger ’ dal ritornello che esplode all’improvviso. Segue ‘Vegetables ’ aperta da un gioco di voci e piano che, da soli, valgono l’intero pezzo. Dopo la prescindibile ‘Calypso ’, ci si ritrova nel cuore del disco ed è qui che vale veramente la pena perdersi. ‘Faceless’ si avvia come il più classico dei pezzi brit ma viene ben presto elevata da un synth claustrofobico e da un solo di chitarra avvolgente. A seguire ‘A Thousand Miles Away ’, un modo piacevole di riprendere il respiro prima del colpo di grazia. Segue infatti ‘Kaleidoscopic ’ vero e proprio pezzo di spicco del disco. Un interminabile groviglio di suoni tra un “kaleidoscopic heart” e l’altro da cui non vorrei districarmi mai. Col cuore a mille e il fiatone, si giunge alla ballata ‘Love. More. Uh ’, necessaria dopo la scarica di adrenalina del pezzo precedente. Ultima menzione per Scarlett Green ’, un pezzo che mi costringe a guardare il calendario per accertarmi che non sia l’estate del 1994.

VELOCITÀ: rapide rincorse, slanci, frenate, ripartenze.

LA DICHIARAZIONE: L'album rappresenta lo sforzo di costruire un suono inedito, più incisivo e decisamente più contemporaneo rispetto ai riferimenti seventies che caratterizzano il nostro EP d'esordio” da un intervista a ondalternativa.it

IL SITO: Thechurchilloutfit.com'