Loading
Indie-Rock.it

DISCHI

Acquistalo su Dimartino - Sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile

Dimartino: Sarebbe Bello Non Lasciarsi Mai, Ma Abbandonarsi Ogni Tanto È Utile (2012)

dischi collegati

news collegate

Dimartino: Sarebbe Bello Non Lasciarsi Mai, Ma Abbandonarsi Ogni Tanto È Utile (2012 - Picicca)

"Da promessa ad artista affermato"

di Andrea Lucarini

  il giudizio: 8/10

GENERE: cantautorato, melodico.

PROTAGONISTI: Antonio Di Martino: voce, basso, chitarra acustica, cori; Simona Norato: pianoforte, organo, chitarra elettrica, cori; Giusto Correnti: batteria, percussioni.

SEGNI PARTICOLARI: Dopo gli osanna di pubblico e critica con i quali era stato accolto il primo album ‘Cara Maestra Abbiamo Perso’, ecco la seconda prova per il terzetto polistrumentista palermitano che dopo la fine della decennale esperienza con i Famelika ha deciso di celarsi dietro al cognome del proprio frontman in questo nuovo progetto.

INGREDIENTI: A guardare l'artwork della copertina di ‘Sarebbe Bello Non Lasciarsi Mai, Ma Abbandonarsi Ogni Tanto È Utile’, seconda fatica discografica per Dimartino, si può intuire già molto di quello che troveremo all'interno del disco. Testi sognanti nei quali si ricerca l'utopia, proprio come fa chi vive con una grande valigia piena di sogni in mano. E la musica, sempre in bilico tra cantautorato classico e sperimentazione, accompagna l'ascoltatore in un viaggio estatico tra le nuvole, almeno quanto i testi lo riportano con i piedi per terra, connessi come sono ad una realtà spesso amara per un trentenne negli anni '10. L'album, edito il 21 maggio da Picicca Dischi sotto la produzione artistica di Dario Brunori, è un piccolo gioiello. La crescita rispetto al disco d'esordio è indubbia, sia sotto l'aspetto delle liriche che secondo una chiave di lettura musicale, e la calda accoglienza che il collettivo riceve nei suoi live fornisce la prova che la qualità paga.

DENSITA' DI QUALITA': gli 11 brani hanno il loro prologo in 'Non Siamo Gli Alberi', storia di sogni infranti che si portano dietro tutti quei fantasmi che solo chi ha sofferto in situazioni analoghe può comprendere, emozionandosi. Si prosegue con l'inno degli studenti universitari avversi al sistema precostituito in 'Non Ho Più Voglia Di Imparare'. Quando arriviamo ad ascoltare "tienitela tu l'università, la burocrazia, il socialismo nelle dispense di un massone" siamo fortemente tentati di lasciare gli studi "mentre ci dimentichiamo le cose che abbiamo studiato ieri". Dopo 2 tracce come le precedenti, tra suoni delicati che ti cullano e testi ispirati e politicamente scorretti che ti fanno riflettere, ci si aspetterebbe un'invitabile flessione che però non arriva, perché è il momento di 'Venga Il Tuo Regno', la canzone più bella di tutto l'album, o forse di tutti gli album di Dimartino: passati, presenti e futuri. Non sprecheremo neanche un aggettivo per descriverla, dovete ascoltarla. Dopo la malinconica rassegnazione di 'Amore sociale' arriva 'Cartoline Da Amsterdam', brano in cui avviene la prima ed unica collaborazione, quella con Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi. È proprio qui che a nostro avviso si tocca il punto più basso del disco, tentando una sperimentazione musicale che non aggiunge nulla ed anzi abbassa gli elevati standard qualitativi. Inizia infatti con un tema fiabesco e si sviluppa con accelerazioni ed urla punk che rovinano l'atmosfera di serenità e meditazione nella quale l'ascoltatore si era immerso grazie ai precedenti brani. 'La Penultima Cena' fa da contraltare, essendo uno dei brani più riusciti tra gli 11 proposti, e cela in sé i maggiori riferimenti alla passata classe cantautorale italiana alla quale senza dubbio Dimartino paga dazio. I suoi riferimenti sembrano essere in special modo Dalla, Gaetano, il primo Venditti, nonché ovviamente il suo mentore e produttore Brunori. Il cantautore siciliano riassume quindi in sé i migliori momenti di musica italiana degli ultimi decenni, ma rielaborandoli con originalità e personalità. Il trittico seguente composto da 'Maledetto Autunno', 'Io Non Parlo Mai' e 'Piccoli Peccati' non aggiunge molto in termini di innovazione rispetto ai brani precedenti, ma mantiene il livello qualitativo invariato, ovvero molto alto. Avviandoci verso la fine ci imbattiamo in 'Poster Di Famiglia', brano eccezionale nel quale Antonio ci rivela che la vita non è un film (o forse si) e ci offre un assist perfetto per far capire ai novizi il suo background sussurrando 'comprerò un vecchio disco di Modugno per il mio gusto fuori moda'. Talmente fuori moda che i suoi gusti sono tornati di moda, culminando in una nuova leva di cantautori italiani che stanno spazzando via l'attenzione da tutti quei gruppi cresciuti nello stivale, ma che nonostante le loro origini non riescono a fare a meno di cantare in inglese, spesso sfigurando per via di testi sgrammaticati (al netto delle licenze poetiche) e di "pronunce brit" con un marcato accento di Stresa. Si chiude nel modo ideale con 'Ormai Siamo Troppo Giovani', brano con un accompagnamento musicale molto delicato di chitarra acustica che tratta il tema dell'età ed in particolar modo della giovinezza che se ne va, o che torna. Il sound regala gioie all'ascoltatore, con una sezione archi e fiati degna di un'orchestra ed arrangiamenti che non possono che risultare piacevoli, senza per giunta mai sembrare pretenziosi o fuori luogo. Una promozione piena da parte nostra per un artista che davanti all'ostacolo del secondo album, spesso croce di molti suoi colleghi, è riuscito a deliziare, passando dal ruolo di promessa a quello di artista affermato.

VELOCITA': 41 minuti di intensi strattoni vocali su basi lente ed estatiche.

IL TESTO: 'I laureati aspettano di lavorare / i lavoratori aspettano di morire. La meraviglia che avevo da bambino / la nascondo dentro al cuscino'.

LA DICHIARAZIONE: 'Ci sarebbero milioni di motivi per andarsene dall’Italia, ma non credo sia la soluzione al problema. Però sicuramente ogni tanto un viaggio a Cuba è utile'. Antonio Dimartino, giocando col titolo del suo disco in un'intervista a Wired tv.

IL SITO: myspace.com/dimartinoband' (e non www.antoniodimartino.com, che non è il loro ed è agghiacciante)