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Jocelyn Pulsar: Aiuole Spartitraffico Coltivate A Grano (2012)

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Jocelyn Pulsar: Aiuole Spartitraffico Coltivate A Grano (2012 - Garrincha)

"Una forchettata di semplicità per altrettanta soddisfazione"

di Alex Alessandrini

  il giudizio: 7/10

PROTAGONISTI: Francesco Pizzinelli in arte Jocelyn Pulsar (no, il porno non c'entra niente)

SEGNI PARTICOLARI: Era il 2010 e Jocelyn Pulsar iniziava a farsi conoscere meglio rispetto al passato con ‘Il Gruppo Spalla Non Fa Il Soundcheck’. Successivamente J.P. partecipa ad alcune compilation, tra le quali ‘Il Natale (Non) È Reale’ e ‘Il Cantanovanta’, assieme ad alcuni dei più importanti nomi della scena indipendente italiana. Contemporaneamente approda in Garrincha Dischi e nel marzo 2012 esce ‘Aiuole Spartitraffico Coltivate A Grano’. Musica leggera, nel senso più stretto del termine.

INGREDIENTI: Capita spesso di avere amici a cena. Situazione di assoluta normalità che accende automaticamente il desiderio di stupire con ricercatezza ed effetti speciali. Il risultato spesso delude le aspettative ma l'amicizia resta comunque. Oggi le mie orecchie sono a pranzo da Jocelyn Pulsar che, caparbio, non cade nel tranello. Sul tavolo mi presenta una birra da 33 e un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino a cui rispondo con un sincero sorriso. Ok, il giro di parole è corposo ma credo descriva bene quali sono le componenti di questo disco. Un disco smaccatamente pop in cui abbonda una chitarra arpeggiata con aggiunta di fiati di millimetrica adeguatezza. Strutture semplici che si adattano alla perfezione con le nove storie in salsa quotidiano-romagnola che ci vengono raccontate. Niente citazionismo, niente voglia di specchiarsi, niente effetti speciali per i commensali. Una forchettata di semplicità per altrettanta soddisfazione.

DENSITÀ DI QUALITÀ: un disco breve, 9 tracce per poco più di mezzora, composto da storie quotidiane con forti richiami romagnoli. Nessun calo di tensione, nessun riempitivo. Una strada percorsa da diversi artisti ma che punta al massimo su suoni semplici e tematiche di facile comprensione con l’obiettivo di accendere facilmente i ricordi di chiunque. Tre sono i pezzi che emergono sugli altri e sono quelli che scelgo di raccontare più approfonditamente ma le rimanenti tracce sono comunque ascolti piacevoli. ‘25000 Anni Fa’ è un bel modo per aprire un disco. Una bella dichiarazione d’amore senza limiti di tempo che faceva forse a meno di qualche richiamo all’attualità (un appello agli artisti italiani: basta abusare della parola Facebook nei testi) ma che risulta tremendamente orecchiabile e romantica. ‘Vale, Stefy, Cri’ colpisce fin dal primo momento. Una sorta da banchi di scuola e pomeriggi al parco. Una storia che potremmo tranquillamente raccontare tutti. E veniamo al pezzo clou del disco. Il pezzo che non smette un secondo di farmi impazzire: ‘Inevitabilmente, Naturalmente, Il Cesena Perde’ è un inno. Volendo esagerare è la ‘Romagna Mia’ (Signor Casadei chiedo venia) degli anni 2000 per chi, come me, ha dedicato tempo alla Cesena calcistica. La consapevolezza che qualsiasi cambiamento della tua vita sarà comunque accompagnato da un unico risultato per il Cesena Calcio è un metodo geniale per raccontare una storia d’amore con lieto fine. Un pezzo trascinante, costruito su un utilizzo perfetto dei fiati e giuste stonature ad accentuare quel sarcastico senso di frustrazione.

VELOCITÀ: ascoltare seduti, rilassati e col suddetto piatto di spaghetti

IL TESTO: 25000 anni fa non c’era la corrente elettrica eppure mi elettrizzavi lo stesso”.

LA DICHIARAZIONE: da un’intervista a ‘indiezone.it’: “Una volta era un po’ meglio, anche se non voglio fare il nostalgico a tutti i costi: credo che i ragazzini di oggi quando avranno la mia età avranno dei ricordi meno piacevoli”.

IL SITO:Facebook.com/jocelynpulsarmusic’.