En Roco – L’Ultimo Sguardo

GENERE: pop d’autore.

PROTAGONISTI: Enrico Bosio: voce, chitarra e percussioni; Francesco Conelli: voce e chitarra; Rocco Spigno: basso, synth; Francesca Sophie Giona: pianoforte, rhodes, ukulele e fisarmonica; Lorenzo Santagada: batteria, percussioni e glockenspiel. Hanno poi partecipato molti altri musicisti, tra cui Amerigo Verardi e Gionata Mirai.

SEGNI PARTICOLARI: quinto album per la band di Genova. Arriva a quattro anni dal precedente Né Uomini Né Ragazzi. In mezzo, il leader Enrico ha pubblicato il secondo libro e il disco solista. Al momeno dell’acquisto dell’album si può scegliere tra diverse copertine, e la band in tour porterà con sé pezzi unici di illustrazioni per realizzare piccole mostre. Il disco si divide in due parti, denominate “ieri” e “oggi”.

INGREDIENTI: attivi da 17 anni, gli En Roco hanno sempre avuto un proprio stile ben riconoscibile all’interno del cosiddetto pop d’autore, fatto di melodie semplici ma non del tutto immediate e assimilabili solo dopo alcuni ascolti, un timbro vocale leggero e leggermente trascinato, un suono basato su scattanti arpeggi di chitarra e dalla ritmica poco invadente ma vivace a suo modo. Dopo un paio di album in cui la band aveva messo in secondo piano l’impronta semiacustica delle origini, qui il quintetto torna a quell’attitudine, rivedendola alla luce dell’esperienza fatta irrobustendo il suono. C’è, quindi, un certo equilibrio tra delicatezza ed energia, gli arrangiamenti sono piuttosto dinamici e le trame sonore sono ricche di cura e attenzione ai dettagli, con la presenza, in più di un’occasione, di seconde voci che si intrecciano con quella principale. I testi si muovono tra introspezione e riflessioni più generali.

DENSITÀ DI QUALITÀ: a ogni nuovo album, gli En Roco mostrano una capacità sempre più spiccata di mantenere intatta la propria natura e girare attorno alle proprie caratteristiche di base costruendo ogni volta qualcosa di interessante che non suona come già sentito. È vero che questo lavoro può essere visto come la manifestazione della volontà di mettere insieme il suono dei primi due dischi con l’attitudine dei secondi due, quindi in teoria non c’è nulla di davvero diverso rispetto al passato, ma in verità, l’ascolto rivela una freschezza, una varietà e una qualità invidiabili. Si rimane all’interno di confini musicali precisi, ma al loro interno si svaria moltissimo, mettendo in mostra un fermento creativo notevole e ottimamente veicolato in canzoni brevi (sono 14 ma la durata totale è di soli 40 minuti) nei cui meandri si annidano tantissimi spunti. Da non sottovalutare i testi, che come e più di sempre mantengono la tradizionale capacità evocativa con un linguaggio di alto profilo ma mai pretenzioso e sempre efficace. Gli En Roco, in definitiva, continuano a non sbagliare un colpo e si muovono sempre più come un gruppo da manuale del pop di alto profilo.

VELOCITÀ: varia, ma più che la velocità, qui è importante la vitalità ritmica.

IL TESTO:Preferisco il silenzio alle parole, anche se poi non è così, se la musica nel silenzio è migliore, è pure musica e anche parole” da La Soluzione .

LA DICHIARAZIONE:L’ultimo sguardo è quello che usiamo per entrare davvero in contatto con la realtà, capendone il senso in un tempo relativamente breve ma lungo abbastanza da imprimersi dentro di noi e lasciarci qualcosa prima di sparire”.

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