Black Eyed Dog – Kill Me Twice

GENERE: indie-rock.

PROTAGONISTI: Fabio Parrinello: voce, mandolino, chitarra, piano; Anna Balestrieri: voce, chitarra, piano; Alessandro Falzone: batteria. Ospiti: Hugo Race: chitarra, voce, synth, basso; Giusto Correnti: batteria in tre canzoni; Fabio Rizzo: drum machine e chitarra slide in una canzone. Hogo Race ha anche prodotto artisticamente il disco.

SEGNI PARTICOLARI: quarto album per questo progetto, che ormai è una vera e propria band e non più solo il moniker di Parrinello. Il disco è stato interamente registrato in una casa a pochi passi dal mare nella campagna siciliana.

INGREDIENTI: la band riprende la marcata svolta sonora e attitudinale del precedente Too Many Late Nights e ne rifinisce i dettagli. Continuiamo, pertanto, a trovare un suono fortemente elettrico, melodie poco rotonde e un tono generale che esprime sensazioni aspre e disagevoli, però c’è una maggior ampiezza di soluzioni in fase di arrangiamento e lo smussamento delle spigolosità. Il suono è più pulito, le melodie sono un pochino più immediate, c’è un uso molto maggiore delle armonie vocali tra il leader e la Balestrieri; inoltre, la sezione ritmica è spesso arricchita da elementi digitali. Se volessimo trovare un riferimento per far capire al lettore cosa aspettarsi, potremmo citare i Kills. L’insieme delle canzoni compone un quadro molto unitario, ma ognuno dei brani ha una propria identità per quanto riguarda diversi aspetti: la pienezza e la saturazione del suono, il modo in cui esso è arricchito con synth e drum machine, la definizione delle melodie. In quasi tutti i brani il ritmo è medio alto e l’andamento, serrato, ma in alcuni casi si rallenta, ma non si può parlare di brani tranquilli, sia per la potenza sonora che per l’intensità emotiva che non vengono mai meno.

DENSITA’ DI QUALITA’: gli intendimenti della band riescono perfettamente e questo disco risulta affascinante e coinvolgente dal primo all’ultimo secondo. Seduce l’ascoltatore con un suono accattivante e senza che egli se ne accorga, lo porta nel proprio mondo fatto di amare disillusioni e di fastidio per ciò che ci sta attorno. Questo spettro emotivo prende poi il sopravvento e non c’è più niente da fare, ci si deve ancora arrendere all’ennesima grande prova di Parrinello e i suoi.

VELOCITA’: come detto, quasi sempre medio alta salvo qualche rallentamento.

IL TESTO: You think you’re stronger, you think you’re better than me”, da M.G.R., parole semplici che riassumono bene una delle tematiche ricorrenti del disco, ovvero il fastidio per il fatto che molte cose che ci circondano sono troppo autoreferenziali e basate sulle apparenze.

LA DICHIARAZIONE: La stratificazione dei valori, la sublimazione dell‘apparire e del mostrarsi sono solo gli schizzi di una falda capace di corrodere, profonda e silenziosa, la coscienza comune, disintegrando in questo modo la purezza dei sentimenti semplici. Il concetto di manutenzione degli affetti si avvale delle più misere tecniche di seduzione, al fine di polverizzare tutto ciò che fa vacillare la sempre più disfunzionale coscienza comune” dal comunicato stampa.

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