Roccia Ruvida: Pino Scotto & i Rocky Horror

E quando ho chiesto a Pino del perché un disco di cover come Tenco e Celenato, lui ha detto: “…perché ho visto che stanno rincoglionendo la nuove generazioni con musica di merda”. A parte questo e poco altro, mi sarei aspettato più acido violento sulle ferite scoperte, avrei voluto toni più minacciosi e punti di vista volgarmente sinceri. Ma conosco l’eterno Pino e so anche come immaginarmi ogni singolo gesto mentre risponde alle domande. Con lui i suoi fedeli compagni di recenti gesta live, i pugliesi Rocky Horror che con Pino hanno fatto collaborazioni, singoli e progetti umanitari, intere tournée e chissà cos’altro. Ho cercato di stuzzicarli a dovere cercando di andare oltre la retorica e il perbenismo ma devo dire che sono stati intelligentemente bravi a dosare satira e filosofia, risposte misurate senza lasciare spazio per intendere altro. E un vaffa ogni tanto ci sta di gusto no? Però certo eh cari amici del Crossover che la filosofia pop non abbandona neanche voi che avete le chitarre distorte e le cravatte di pelle…

Pino Scotto. Partiamo con una domanda impossibile alla quale so già come risponderai. Ma io ci provo lo stesso… Pino Scotto, rocker di protesta che dire che sta antipatico alla critica è un eufemismo. Ci godi ad interpretare questa parte oppure hai capito quanto l’irriverenza “maleducata” (le virgolette sono importanti) faccia più clamore che non la bella filosofia di costume? Insomma, Pino Scotto è un personaggio inventato o sei così anche la mattina a colazione? Dicci la verità però…
Pino scotto è cosi da quando si sveglia, anche quando dorme! Io non sogno la notte, sogno solo nella vita di tutti i giorni… infatti il mio nuovo album parla di vivere per un sogno!

Rocky Horror. Vi siete legati a Pino Scotto sperando di veicolare più gente possibile al vostro disco (forse… penso io…). In generale comunque, la critica è affamata di queste banalità… voi siete d’accordo? Immagino di si… anche se conviene sempre fare della sana retorica per il comun pensare… vero Justice?
Penso che quando si fa un singolo con un’artista affermato come Pino (“Lo spazio che ti spetta”, ndr) ci si aspetti sempre un certo riscontro, indubbiamente anche gli altri ospiti presenti nel nostro ultimo lavoro ci hanno aiutato ad affermarci, le nostre collaborazioni però sono praticamente tutte nate dall’amicizia, dai contatti stretti in anni di tour! Il side project Pino Scotto & Rocky Horror, la tournée assieme, il brano di beneficenza “Via di qua” (con Omar Pedrini, ecc.): è normale che quando frequenti delle persone anche nella vita di tutti i giorni, e fai questo mestiere, ti ci ritrovi prima o poi a collaborare assieme… adesso ad esempio siamo usciti con “Non c’è tempo”, il nuovo singolo e video con Ru Catania (Africa Unite) e Luca (Los Fastidios)!

Pino Scotto e la beneficenza. Questo è un argomento importante quindi difendiamolo con i denti aguzzi. Perchè quando uno famoso parla di beneficenza ecco che ci si ritrova comodamente un’arma per fare della sana polemica, quanti ti hanno accusato di aver messo in piedi Rainbow Projects per far girare ancora di più il tuo nome? Quanto siamo italiani… vero??? Cosa gli rispondiamo?
Io penso nessuno, almeno in faccia, ho ricevuto molti complimenti, ma per me aiutare il prossimo è la norma… a proposito come mai lo Stato si è prodigato tanto per Mps quando c’è gente ad Amatrice che non ha più nulla!? Sono passato nei giorni scorsi nella zona de L’Aquila e li ancora aspettano gli aiuti!

Rocky Horror. Crossover, Rock, centri sociali: tutta una scena musicale che ormai in Italia (non c’è troppo di cui vantarsi) è da chiamare di nicchia. So che state lavorando al vostro nuovo disco. Molti gruppi “indie” come Il Teatro Degli Orrori, Management Del Dolore Post Operatorio, etc., tutti l’uno uguale all’altro, che urlano profezie e danno consigli utili su come crescere sani, il tutto stonando su melodie incazzate e monotone, beh anche loro oggi sono tornati con lavori più maturi e più puliti, con meno parolacce e con meno rivoluzione gridata. Voi? Anche i Rocky Horror nel prossimo disco stanno pensando di fare un passo fuori dalla nicchia? Dai che conviene…
Quando siamo partiti, nell’ormai lontano 2002, abbiamo scelto un percorso. Ogni album è stato l’evoluzione del precedente, rispecchiando la nostra maturazione, il mondo che ci circondava in quel dato momento… e la cosa ci piace! Quindi penso continueremo a percorrere questa strada, ovunque essa ci porti (finora dopotutto non ci ha detto poi così male!). Comunque, come amo dire, in Italia qualunque genere è di nicchia tranne il Pop… e i gruppi che hai citato sono tra i preferiti di Racio (chitarrista, ndr) che ora probabilmente ti bloccherà su Facebook! (risate, ndr)

Pino Scotto. Conduci anche programmi di informazione musicale… guardali in faccia per noi tu che puoi farlo da vicino. Non stiamo parlando di canali mainstream dove ci sono assurde lotte di potere per i contenuti. Parliamo invece dell’informazione cosiddetta indipendente… e allora dicci: secondo te, questi canali sono davvero LIBERI di dire quello che pensano? Tu, durante le tue trasmissioni, sei davvero LIBERO di dire quello che pensi?
Io so benissimo che nelle emittenti mainstream non è libero nulla! Su Rock TV, ecc. sono sempre stato libero di dire tutto quello che volevo! Mi hanno invitato in parecchie trasmissioni, provando però a censurarmi, e li ho mandati a fanculo! Solo quando sono stato ospite nello show di Chiambretti ho potuto dire la mia liberamente!

Rocky Horror. Il vostro ultimo disco Sciogli il tempo gridava alla libertà dell’individuo. Quando vedo e sento ragazzi lottare a suon di musica per un’etica pregiata e preziosa mi viene tenerezza al cuore… non tanto per sminuire o mancare di rispetto per il lavoro che fate, non mi permetterei mai, piuttosto perché ho la certezza – citando il buon Bennato – che il canto di protesta (politica, sociale, personale, etc…) oggi resti solo e soltanto un cumulo di “canzonette”. Insomma, i Rocky Horror cantano, magari con Pino Scotto, la gente reagisce ai vostri testi o muove solo le mani per imitare chi sta sul palco e poi corre a chiedere la foto da mettere sui social?
Per darti questa risposta farò un po’ il filosofo anch’io: quando ascolti un brano e il testo ti colpisce, senti quel fuoco dentro, capisci che chi sta cantando ha le tue stesse idee e come spettatore, come essere umano, ti senti parte di qualcosa (poi magari vuoi farti una foto assieme a lui, ma questo poco importa!). Come artista invece, sai che probabilmente non cambierai il mondo, ma che forse hai dato forza a qualcuno che in quel momento ne aveva bisogno.

Pino Scotto. Parlando del tuo penultimo disco Vuoti di memoria. Ma perché un artista che ha tanto da dire alla fine finisce sempre per fare un disco di cover? Capisco l’interessante rifacimento di Tenco con le chitarre distorte (per fare un esempio di cover presente nel disco), ma io per cattiveria ci vedo sempre una trama commerciale e una comoda via di uscita per la mancanza di ispirazione…
No. L’ho fatto perché ho visto che stanno rincoglionendo la nuove generazioni con musica di merda! Ho scelto Rascel, Celentano… ho scelto questi brani per i loro testi sempre attuali, ovviamente poi a livello musicale li abbiamo riarrangiati.

Rocky Horror. Parlando di cover anche voi avete aperto i giochi con Stop al Panico degli Isola Posse All Stars. La vostra invece che strategia era? Certo che le dinamiche dei media sono davvero tristi delle volte…
Sinceramente se volevamo fare una cover per attirare consensi, avremmo scelto di sicuro un brano più “sputtanato”. L’abbiamo fatto per tributare un omaggio a dei pionieri che con la loro musica ci hanno ispirato ed hanno contribuito a dare vita ad un movimento nel nostro paese.

Chiudiamo come abbiamo iniziato. Caro Pino, mettendo da parte stupidi giochi di polemiche e domande cattive come le mie, uno dei tuoi ultimi inediti, tratto proprio dall’ultimo lavoro Live for a dream, si intitola Don’t touch the kids. Quindi il rude guerriero alla fin della fiera ha un cuore sensibile verso problematiche importanti. Il Rock è anche questo, non è solo birra e valvole e chitarre distorte…
Non è questione di sensibilità, il pezzo parla di abusi sui minori, anche l’ultimo stronzo dovrebbe saperlo: i bambini non si toccano!

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