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CONCERTI

La Tempesta al Rivolta @ Rivolta, Marghera (VE)

di Raffaele Concollato

Il Rivolta di Marghera. Un centro sociale con una lunga storia: un paio di sedi cambiate, appena arrivi si sente la precarietà tipica di questi posti ma si respira l’ incredibile libertà che riescono a ritagliarsi in situazioni che sembrano essere blindate dalle istituzioni.

La serata, giornata forse è meglio dire (inizio ore 15), è di quelle che è meglio non perdere. L’etichetta La Tempesta, nata a Pordenone per mano di Enrico Molteni, bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, annovera uno dei migliori o forse il migliore roster di artisti di area indie: Le luci Della Centrale Elettrica, Sick Tamburo, The Zen Circus, Giorgio Canali &Rossofuoco, Massimo Volume, Gionata Mirai, A Classic Education, Il Cane, I Melt, Bachi Da Pietra, One Dimensional Man, i Pan del Diavolo e ovviamente i Tre Allegri Ragazzi Morti. Assenti giustificati i One Dimensional Man e i Pan del Diavolo in studio a finire i prossimi lavori.

Questa vetrina si doveva svolgere quest’estate a Villa Tempesta a Codroipo (UD)e fu interrotta tra mille polemiche per un violento acquazzone. Ora al coperto, con tre ampi spazi a disposizione(2 palchi e uno spazio espositivo) il maltempo non fa più paura.

Set dai 40 ai 50 minuti, il grande palco dell’Hangar si alterna al piccolo, basso e pessimamente amplificato del Nite Parkche “sembra di essere in un’incubatrice, non si sente niente, non si sente un cazzo, insomma: una figata” definirà poi Giorgio Canali a metà del suo set.

Arrivo alla fine dell’esibizione dei Sick Tamburo (due terzi dei Prozac +) , peccato per Il Cane, I Melt e i Bachi Da Pietra che non sono riuscito a vedere, mi prometto che avrò altre occasioni per riempire questo vuoto. Mentre montano il palco I TARM, guardo l’Hangar riempirsi di persone d’ogni età e il boato di inizio set è la prova quanto la band di Davide Toffolo (mascherati dall’inizio alla fine) sia popolare. La performance gira attorno al primo album ‘La Testa Indipendente’ riproposto dal primo all’ultimo brano, il finale è lasciato agli ospiti, i seminali Andy Warhol Banana Technicolor, che infiammano la celebre ‘I'm in Love with My Computer’.

Di corsa mi porto nell’altro salone dove è già iniziato il set di Giorgio Canali &Rossofuoco. Definirlo punk è riduttivo, “l’Iggy Pop italiano”? se proprio si vuole trovare un paragone con la dissacrante performance questo sembra avvicinarsi molto. Solidi e perfetti i Rossofuoco che sorreggono il delirante e aggressivo Canali, nel finale ingentilito da Angela Baraldi in ‘La tempesta’ ma è una finta perché poi la conclusiva ‘I Wanna Be Your Dog’ è fulminante.

Dopo una sosta al salone dei gadget in cui incontriamo un timidissimo Johathan Clancy (A Classic Education) che racconta del tour con gli Okkervil River e di come gli faccia piacere (e ci mancherebbe) che il gruppo abbia avuto una ottima partenza,esco per rientrare nel main stage dove Emidio Clementi ha già iniziato a declamare ‘Robert Lowell’ dall’ultimo ottimo lavoro ‘Cattive abitudini’. I Massimo Volume fanno passare grandiosi brani: da ‘Fausto’ e ‘Litio’ (ancora dall’ultimo) all’acclamatissima ‘Meglio di uno specchio’ fino alla vibrante ‘Primo Dio’. Potenti e precise le chitarre di Egle Sommacal e Stefano Pilia cuciono sui i brani più storici un vestito più aggressivo e accattivante . Non so ai ventenni presenti cosa possano dare ma la potenza è evidente e sembrano sentirla anche loro.

Senza perdere tempo scappo a vedere gli A Classic Education nell’”incubatrice”. Ho un po’ di timore, saranno all’altezza dal vivo? Sì, sì e ancora sì. Solidi, senza fronzoli, divertenti e divertiti nel fare la loro musica.

Dubbi spazzati via nel giro di questi tre quarti d’ora: il mio gruppo dell’anno. Non ho voglia di correre e mi fermo mentre i ragazzi smontano umilmente la loro strumentazione e scambiano qualche battuta con il pubblico rimasto, poco a dire il vero perché tutti sono corsi all’Hangar il turno è di Vasco Brondi alias Le Luci Della Centrale Elettrica.

Non si riesce quasi ad entrare e riesco solo a sentire da lontanissimo i declami di ‘Per Combattere L'Acne’ che insomma proprio non mi convince. Cos’ha di così interessante questa serie di non-sense? Già al MIAMI mi aveva sorpreso l’hype intorno a lui e alla sua decisamente monotona linea melodica, bello per dieci minuti ma poi stanca, ma sarò io quello sbagliato perché il pubblico sa ogni singola parola.

Con tutto il rispetto salto Gionata Mirai per girare una buona mezz’ora tra i banchetti del merchandising ormai saccheggiati. A tardissima ora mi godo buona parte dello show degli Zen Circus che snocciolano i brani dell’ultimo ‘Nati per subire’ ottimi “per chi è cresciuto nel paese che sembra una scarpa” come recita il comunicato stampa. Da vedere su lungo periodo.

Al solito i festival sono un ottimo Bignami per vedere e ascoltare gruppi che altrimenti rimarrebbero solo ‘virtuali’. La dimensione live è il banco di prova per dimostrare se davvero un gruppo o un artista “vale” o è un bluff. A parte le certezze dei TARM e dei Massimo Volume, sicuramente gli assaggi live di Giorgio Canali, A Classic Education e Zen Circus dovranno essere approfondite al più presto. Mi rimane il rammarico di essermi perso i passamontagna dei Sick Tamburo ma mi son accaparrato la maschera dei TARM, quindi sono a posto. Per ora.