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CONCERTI

Brunori SAS + Dimartino @ Supersanto's, Roma

di Andrea Lucarini

Alle 21.30, orario davvero insolito per i canoni romani, specialmente quelli (f)estivi, ha inizio la serata che vede alternarsi sul palco Dimartino e la Brunori SAS. Pensavamo non sarebbero stati in molti ad attraversare la città e ad anticipare la cena per assistere all'apertura del cantautore palermitano, ma al nostro arrivo nella cornice di Supersanto's troviamo una discreta coda al botteghino e una calca in cui gli avventori cercano di affrettarsi ad entrare nell'area concerti, decisi a non perdersi neanche una nota del set di uno dei cantanti della nuova leva di cui più si è parlato negli ultimi tempi.

Quando Antonio Dimartino fa la sua entrata in scena il pubblico non conta meno di 300 unità e l'atmosfera è calda, c'è molto interesse e lo si percepisce nitidamente nell'aria, dove si può udire un silenzio attento, quasi come se l'headliner di serata fosse già sul palco. La scaletta si compone di 11 pezzi, suonati in circa 50 minuti nel corso dei quali il frontman interagisce spesso e volentieri con un pubblico che col tempo cresce esponenzialmente, sia nella quantità che nella partecipazione. L'apertura si ha con 'Venga Il Tuo Regno' (brano tratto dal suo più recente lavoro) che per testo e musica viene considerato da chi vi scrive lo zenit della sua produzione. Rotto il ghiaccio si va avanti con 'Non Ho Più Voglia Di Imparare', testo sociale in perfetto stile Dimartino e ritmo trascinante, mentre tra gli spettatori si iniziano a notare i primi timidi labiali, frutto evidente di ascolti ripetuti dei brani che vengono presentati. 'La Penultima Cena' è un po’ il riassunto della sua produzione, tastiere sempre in primo piano e una vocalità sofferta a raccontare una storia struggente. I paragoni con i grandi cantautori italiani anni 90 si sprecano, ma ce lo siamo imposti: cercheremo di evitarli (ne riparleremo...).

Segue 'La Lavagna È Sporca', quasi del tutto strumentale (le uniche parole pronunciate sono quelle che ne compongono il titolo) ed è un divertente intermezzo. Dopo aver pressoché riposato la voce nel brano precedente Antonio riparte con una carica ed un testo alla Rino Gaetano in 'Cercasi Anima' rendendo vano l'impegno del reporter di evitare paragoni scomodi. Sempre in questo brano troviamo qualcosa in comune (il finale del testo) con un altro eccellente paroliere, Dente, che nella sua 'Un Bacio E Un Omicidio' sostiene nel finale che “la sintassi è un equilibrio e adesso io non ho più parole”, mentre il suo più giovane collega chiude con un “non ho parole più per continuare” sul quale d'improvviso viene troncata anche la parte musicale del brano. 'Noi Non Siamo Alberi' inizia con un'invettiva contro le Ferrovie dello Stato che provoca apprezzamenti da parte di un pubblico mai così tanto d'accordo col proprio beniamino. Il brano, cantato con la consueta convinzione tratta con un pizzico di ironia temi sofferti, con un accompagnamento musicale alla Venditti. Nel mentre noi, arrivati a 3, ci fermiamo con i paragoni.

È da 'Amore Sociale'(brano nel corso del quale verrà accompagnato da Brunori, che resterà anche per la successiva 'Maledetto Autunno') in poi che il pubblico, probabilmente dopo aver digerito la cena, è ormai sciolto e sul pezzo, anzi dentro ai pezzi. 'Piccoli Peccati' è un piccolo capolavoro, mentre 'Ormai Siamo Troppo Giovani' è uno dei pochi episodi in cui le tastiere non sono preponderanti sugli altri strumenti, prima fra tutti la chitarra acustica del frontman. Quando annuncia che con 'Cambio Idea' chiuderà il suo show per lasciare spazio al suo mentore e amico Dario Brunori con la sua band si sente un coro di 'nooooooooo' dal pubblico che dà il senso di quanto già sia pronto ad un ruolo da protagonista e non più solo da spalla.

Dopo un rapido cambio di palco ecco entrare la Brunori SAS in formazione a 6 ed è qui che ci accorgiamo che l'entusiasmo del pubblico, ormai arrivato a riempire quasi completamente l'ampia porzione dell'area concerti di Supersanto's, sembra in proporzione minore rispetto a quello col quale ha accolto la stella nascente Dimartino. L'affetto che Brunori ottiene nel pubblico è indubbio, ma essendo lui un habituè dei palchi romani negli spettatori è un po’ scemato l'effetto novità.

Si parte subito con la poetica 'Fra Milioni Di Stelle', ottima introduzione, alla quale seguono le più trascinanti 'Come Stai' e 'Paolo'. Proprio mentre introduce 'Paolo', terzo brano in scaletta, si palesa un terribile “effetto – Creep”, basta infatti che il cantante calabrese dica “questo brano parla di qualche anno fa” per sentire il pubblico reclamare a gran voce 'Guardia 82', brano sicuramente magnifico, ma di certo non l'unico valido nel repertorio della Società in Accomandita Semplice. Brunori, brillantemente, afferma che non si tratta di quel brano, che in genere viene suonato per ultimo o quasi "se no ve ne andate prima che finiamo". Strapperà poi una risata di pancia, anticipando al pubblico proprio prima di 'Guardia' che durante questo pezzo tra il pubblico "potrebbe nascere qualcosa. o qualcuno", prima di lanciarsi in una (crediamo) ironica invettiva contro le canzoni romantiche, a ben vedere proprio quelle che gli hanno portato successo e pubblico.

Dimartino ricambia il favore ricevuto in precedenza salendo sul palco ed accompagnando il suo amico Dario nel corso di 'Animal Colletti' e 'Il Pugile', brano quest'ultimo in cui i 2 suonano in acustico senza l'accompagnamento della Brunori Orchestra. In alcuni casi allo spettatore risultano indigesti i lunghi monologhi su base comica (alla Dente, per intenderci, ma molto meno arguti) nei quali il cantautore si tuffa. Più di una volta abbiamo sentito il pubblico richiedere (a bassa voce, ché siamo persone perbene) di dar spazio alla musica. Ma comunque non ci si annoia perché, tra arrangiamenti musicali ricercati e conseguenti continui cambi di strumenti (vedremo usare tra gli altri strumenti sax, mandolino americano, sintetizzatore, tastiere, tamburo) le rivisitazioni live risultano sempre interessanti e piacevoli. La colonna sonora di 'È Nata Una Star' (bel libro e bel film, oltreché ottima colonna sonora), ultima fatica in ordine cronologico della Brunori SAS, ha un impatto quasi nullo sulla scaletta, ed un po’ ci dispiace, visto che i 2 brani proposti ('Amore Con Riserva' e 'L'asino E Il Leone') avrebbero potuto essere anche il doppio senza per questo far scemare la qualità.

In una scaletta di 16 brani gli encore sono 3: la concitata 'Rosa', la già citata 'Guardia 82' ed infine 'Il Suo Sorriso', brano tratto dalla sua seconda fatica discografica, nella cui versione studio canta a rimbalzo con Dente. In questa occasione se la canta e se la suona in una versione che a nostro parere risulta persino migliore di quella originale. In conclusione una bella serata di inizio estate con musica di livello, un'ampia partecipazione di pubblico ed una rarità: una spalla all'altezza dell'headliner. E se fossimo snob diremmo persino migliore.


SETLIST DIMARTINO: Venga Il Tuo Regno, Non Ho Più Voglia Di Imparare, La Penultima Cena, La Lavagna È Sporca, Cercasi Anima, Non Siamo Alberi, Amore Sociale, Maledetto Autunno, Ormai Siamo Troppo Giovani, Cambio Idea

SETLIST BRUNORI SAS: Fra Milioni Di Stelle, Come Stai, Paolo, Animal Colletti, Una Domenica Notte, Tre Capelli Sul Comò, Italian Dandy, Amore Con Riserva, L'imprenditore, La Mosca, L'asino E Il Leone, Firenze, Il Pugile, Rosa, Guardia '82, Il Suo Sorriso